Turismo, occasione perduta o rinviata?

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di Enzo Romeo

Guardi il mare Jonio, quando transiti sulla strada statale 106, e pensi: che meraviglia. Stessa sensazione quando dalla A3 o dalla statale 18 si scorgono le bellezze del Tirreno. Delle montagne scriveremo un’altra volta, ma basti pensare ai piani della Sila e maestosi emergono scenari mozzafiato.
Luci e colori da favole, habitat  naturale perfetto per chi sceglie questo clima  e quest’aria.
Eppure la Calabria, turisticamente parlando, presenta dati contraddittori. Le presenze sul territorio sono da definirsi a macchia di leopardo. Aree molto frequentate e fasce da bollino nero.
Avrebbe potuto essere la California  del Sud questa regione. Constatiamo, di contro, che così non è  stato. Un gran peccato.
Fa rabbia pensare che l’estate si riduca a due soli mesi, con stabilimenti che sbaraccano nei primi giorni di settembre.
Si potrebbe lavorare sette mesi pieni, ma sembra che non ci si renda conto dell’enorme potenzialità.
La politica sbaglia, forse  anche una parte di imprenditori. Certo è  che quello che potrebbe essere appare impossibile.
Lo so, queste cose  le scriviamo da anni. Ma forse ripeterlo serve. Serve, quasi come training autogeno, ribadire che il turismo da queste parti potrebbe essere fatto con la t maiuscola, con riverberi occupazionali estremamente positivi.
Potrebbe, l’amarezza sta tutta in quel condizionale. Come direbbe Nanni Moretti, continuiamo a farci del male.

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