Mer. Gen 20th, 2021

Una mostra di arte contemporanea  che si annuncia di straordinario valore e interesse e che renderà ancora una volta il parco archeologico di Scolacium  protagonista della scena artistica internazionale : venerdi 2 dicembre alle ore 17 e ingresso libero, e un titolo decisamente colto quanto accattivante: “ASEMIC WRITING EXHIBITION, mappature del contemporaneo”, in occasione dei 100 anni del Dadaismo.

Un titolo che evoca subito curiosità per un linguaggio , la scrittura asemica,  che costituisce un ambito  di grande dibattito culturale globale; e così la Fondazione Armonie d’Arte, presieduta da Chiara Giordano, oltre Armonie d’Artefestival che da anni anima le notti estive ospitando i più grandi artisti del mondo  e un pubblico di certo non solo calabrese, continua a stupire.  La mostra, d’altra parte, s’inquadra nel  nuovo complesso  progetto –Terre di Scolacium – per la valorizzazione del parco di Roccelletta di Borgia  attraverso  tutti i servizi di confort, visite guidate e passeggiate animate sulla mitologia classica e sulle leggende medievali, food antico, laboratori per grandi e piccini, incontri letterari, performance artistiche e, appunto, ora anche le exhibition di arte figurativa. Ecco quindi una mostra di assoluto profilo artistico internazionale, fortemente voluta dal presidente Giordano come investimento della Fondazione e senza finanziamenti dedicati, unica in Italia su una particolare tematica del contesto  culturale contemporaneo :

<< Asemic writing – spiegano i curatori Cristiano Caggiula, Francesco Aprile, Elisa Carella   – è una scrittura dotata di segno, ma senza significato e senza, tuttavia, perdere la possibilità del senso. Questo è un primo sintomo di quanto è nelle intenzioni della mostra proporre. Le opere sono state intercettate e selezionate selezionate dalla rivista «Utsanga.it» che dal 2014 ha avviato una mappatura storico-critica dei linguaggi contemporanei. Un totale di 57 opere, di 57 autori provenienti da tutto il mondo, di autorevolissimo profilo come Giovanni Fontana, Vittore Baroni, Giancarlo Pavanello, Ruggero Maggi, Clemente Padin, Tim Gaze tra i molti altri. Si raccoglie così un prezioso campione delle differenti declinazioni dell’asemic writing oltre ad omaggiare il non-sense del Dadaismo nel suo centenario (1916-2016), inserendosi fra quei numerosi eventi che in questo anno hanno celebrato, in tutti Europa e in tutto il mondo, il movimento Dada che interessò non solo le arti visive, ma anche la letteratura, la poesia e il teatro; e d’altronde dopo il Dadaismo l’arte non fu più la stessa e venne meno l’omogeneità della stessa parola “arte”».

Dunque la Calabria al centro  del mondo , anche in senso geografico visto che gli artisti provengono da ben 22 paesi quali USA, Brasile, Argentina, Guatemala, Canada, UK, Sud Africa, Australia, Islanda, Giappone, Italia, Tibet, Uruguay, Serbia, Belgio, Francia, Germania, Russia, Spagna, Danimarca, Ucraina, Olanda. E in proposito Chiara Giordano tiene a specificare che << l’aspetto fondamentale per la Fondazione non è solo la risonanza delle firme artistiche quanto mantenere Scolacium presente nel dibattito culturale internazionale come  mission prioritaria e doverosa, altresì  con  l’auspicio  che un luogo della memoria così potente come  Scolacium possa rappresentare per tutti uno spazio franco dalle disarmonie dilaganti dove ritrovare il senso lieve e profondo insieme di un rinnovato umanesimo>>.

Altresì fondamentale è segnalare che ASEMIC WRITING si inquadra anche in una collaborazione sempre più proficua tra pubblico e privato, in questo caso tra il Ministero dei Beni culturali del Turismo – Polo museale della Calabria  e un ente no profit come la Fondazione Armonie d’Arte; tant’è che  il direttore del Parco Scolacium dott. Gregorio Aversa esprime la convinta condivisione che  <<  è necessaria un’intensa attività propulsiva affinché questa preziosa area archeologica possa vivere tutto l’anno potenziando il volume d’utenza e ottimizzando la fruizione, anche attraverso attività che favoriscono l’internazionalizzazione. In tale direzione è stata pensata questa mostra, il cui allestimento all’interno del museo vuole anche costituire il tentativo di esprimere connessioni efficaci per la fruizione da parte di un’utenza variegata e diversamente interessata. Assai stimolante appare, del resto, l’Asemic  Writing per la sua essenza intrinsecamente provocatoria. Come per il reperto archeologico, infatti, anche le opere presentate in mostra susciteranno certamente nell’osservatore il desiderio istintivo di decrittare il messaggio in apparenza subordinato al segno. Una vera sorpresa scoprire che il significante risulta in realtà privo di un esplicito significato. L’interpretazione dell’immagine lasciata quindi alla libera intuizione di chi la guarda, obbliga una società contemporanea ormai distratta, e per certi versi poco propensa alla riflessione, a dover constatare che l’interpretazione di un’immagine è spesso legata ad una convenzione: il soma (il corpo, il contenitore) non fine a se stesso, ma legato ad un sema (il significato, il contenuto). La mostra offrirà pertanto un’ottima occasione per attivare una didattica che inviti ad esercitare lo spirito di osservazione, così da notare come il significante abbia necessario bisogno di un significato, a meno di divenire puro gesto artistico, in qualche misura auto-assolutorio. Un invito cioè ad interrogarsi e riflettere, nella speranza di suscitare un sano dibattito scevro dalle polemiche che spesso accompagnano le fusioni sperimentali tra antico e contemporaneo. >>.

Infine un’altra particolarità della mostra è la collaborazione con il MARCA di Catanzaro e la Fondazione Rocco Guglielmo :  una delle opere principali sarà presente nel Museo del capoluogo proprio per sottolineare la reale collaborazione tra i soggetti più operosi e  la possibilità di creare colleganze forti tra il mondo antico e quello contemporaneo e un’offerta sempre più completa ed accattivante per il pubblico.

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