Dom. Mag 9th, 2021

Pesanti le richieste del PM Antonio De Bernardo nel processo  “Acero Krupi”, l’operazione, presentata nella sede della Direzione Nazionale Antimafia a Roma e che ha visto la collaborazione del Servizio Centrale Operativo (Sco) della Polizia di Stato e dal Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) dei Carabinieri. In totale richiesti oltre 500 anni di carcere. Di questi le pene più pesanti, 20 anni, per Carmelo Bruzzese, Giuseppe, Salvatore e Nicola Coluccio, Antonio e Francesco Commisso, Vincenzo Crupi , Antonio Figliomeno, Angelo e Cosimo Figliomeni, Antonio Stefano  e Domenico Ruso. 18 anni per Antonio Condino e Nicola Tassone. 16 anni  per Domenico Acquino, Francesco Cannizzaro, Michele Mazza e Francesco Tavernese. 14 anni per Lucino Bellamina, Stefano Pizzato. Richiesti, invece, 12 anni per Giuseppe Crupi.  10 anni per Antonio Archinà, Domenico e Salvatore Barranca. Per gli altri imputati, infine sono stati richiesti 6 anni di carcere. Prezioso sarebbe stato il contributo dato alle indagini “Acero-Krupy” dal nuovo pentito del narcotraffico internazionale Antonio Femia, alias “Titta”. Dalle carte della maxi operazione che ha portato a stringere le manette ai polsi di 54 persone, fermi disposti dalle procure di Reggio Calabria e Roma, emerge infatti la collaborazione con gli inquirenti del “Titta”, sarebbe stato lui a raccontare quanto di sua conoscenza sul traffico internazionale di stupefacenti. Dettagli non di poco conto che avrebbero spalancato la via agli investigatori. Nello specifico secondo le carte dell’inchiesta, Femia avrebbe riferito di strategie di narcotraffico adoperate abilmente dalla famiglia Coluccio. “Flussi di cocaina, si legge, dal Brasile al porto di Halifax in Canada, tramite ditte di ortofrutta e di panettoni e la possibilità di importare quantitativi di 50 kg mensili su vettori aerei da Santo Domingo a Malpensa”. Ma la sostanza stupefacente, stando ad uno stralcio del verbale reso agli inquirenti dal Titta, sarebbe arrivata a disposizione anche mediante il ricorso a pescherecci di cui i Coluccio avevano disponibilità a Mazara del Vallo. Imbarcazioni che poi avrebbero trasbordato la droga nei pressi di Gibilterra.

Maria Teresa Criniti

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