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Gioia Tauro, intesa inaspettata tra Alessio e Bellofiore

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Le loro firme sullo stesso documento indirizzato al presidente del Consiglio per chiedere un civico consesso urgente

“A.A.A. Consiglio comunale urgente chiedesi” da ambo i lati del Civico consesso. A presentarne istanza al presidente Santo Bagalà, i consiglieri di maggioranza cosiddetti “dissidenti”, nel frattempo passati da sette a quattro (Guerrisi, Tomaselli, Cavallaro e Raco), che, nel corso della prossima assise dovrebbero sedersi tra i banchi dell’opposizione; quelli di minoranza, quasi all’unanimità e gli studenti dell’Istituto Tecnico “Severi”, per discutere in un’assemblea aperta della carenza di aule rispetto al “boom” di iscrizioni registrato. Due per parte, viceversa, i punti da inserire all’ordine del giorno richiesti dagli amministratori sopracitati: in ordine, una relazione sullo stato del fiume Budello e la presentazione del DUP (documento unico di programmazione) mentre l’altro gruppo intende discutere del sequestro dell’isola ecologica e della gestione dei rifiuti in generale e dello stato dell’arte del progetto Ciambra. Ma la notizia sembra essere un’altra: non può passare infatti inosservato come in calce alla richiesta di convocazione della minoranza si trovino le firme degli ex sindaci Bellofiore e Alessio, fino a ieri “nemici” politici giurati, oggi seduti allo stesso tavolo nel segno di una nuova intesa. Circostanza confermata dallo stesso Alessio. Così come l’unica firma assente, quella del consigliere Larosa, lascia pensare a una minoranza che, come la più classica delle coperte, se da una parte si allarga, dall’altra si accorcia. Quest’ultimo, sentito al telefono, ha liquidato laconico: “non ho partecipato a queste riunioni e quindi non ho firmato, non conosco neanche i punti stabiliti”. Sorprende, invece, Alessio: “con Bellofiore c’è stata l’opportunità di incontrarsi e di fare una chiacchierata – ha spiegato. I problemi tra di noi non erano certo di natura personale. Se si ha una convergenza, ben venga ma non c’è nessun accordo, tanto per capirci”. Il nuovo e inaspettato assetto può minare la stabilità dell’Amministrazione? “Per quanto mi riguarda – ha evidenziato il capogruppo PD – non voterò mai una mozione di sfiducia al sindaco, a meno che non ci siano fatti di una tale gravità da giustificarlo. Se qualcuno vuole fare fughe in avanti, non mi riguarda: ribadisco che voterò le delibere positive per la città. La mia idea è che chi ha avuto un ampio consenso popolare e gode di una maggioranza in grado di amministrare deve farlo nel migliore dei modi; quindi, se sono capaci governino il paese, altrimenti – ha concluso – sia arrendano di fronte all’evidenza”.

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