Gio. Gen 28th, 2021

 

Giulio Golia e le telecamere de “Le Iene” sono tornati, oggi, in Calabria. Ancora lì, a Calalunga di Montauro, per raccontare, stavolta, il “day after”, ovvero le reazioni del giorno dopo scaturite in seguito all’inchiesta televisiva di martedì scorso che ha riproposto, con grande clamore, l’ipotesi che nel mare Jonio possano essere stati affondati, negli ultimi venti anni, fusti in numero imprecisato di scorie radioattive. Golia ha riportato con sé il suo personale contatore “Geiger” acquistato su internet, effettuando una ulteriore serie di misurazioni dei livelli di radioattività alla foce del torrente “Franco”. E non era solo. Tantissimi residenti della zona si sono recati in spiaggia per assistere alla registrazione di questa nuova puntata dell’inchiesta. C’erano anche, tra gli altri, Daniele Rossi (#lacalabriacherema) e Marco Polimeni (consigliere provinciale dell’Ncd), che hanno chiesto a gran voce, sia alla “iena” di Italia 1 che a tutte le autorità preposte, di fare subito chiarezza su questa vicenda dopo l’allarme mediatico esploso nelle ultime ore. “Dalle nuove rilevazione pare che quei livelli di radioattività non siano stati confermati. Ciò può lasciare campo libero ad ogni interpretazione, ma restiamo lucidi e con i piedi per terra” ha affermato Polimeni. C’erano anche alcuni operatori turistici della zona, visibilmente indignati per il colpo d’immagine subito da una delle più rinomate località balneari della costa catanzarese. Pare che i nuovi rilievi effettuati oggi da Golia abbiano dato risultati discordanti, molto più bassi e non in linea con le misurazioni “fuori norma” registrate nei giorni scorsi. Parallelamente, nelle stesse ore, il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocata dal Prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, annunciava con una nota: “Non c’è alcuna presenza di fonti di radioattività sulla fascia costiera jonica catanzarese”. Questo, dunque, è l’esito dei primi accertamenti ufficiali effettuati ieri dai carabinieri del Noe e dai Vigili del Fuoco del reparto speciale Nbcr proprio alla foce del torrente “Franco”. In sede di Comitato si è tuttavia concordato di proseguire nelle verifiche, che saranno congiuntamente effettuate da Arpacal, Asp, Vigili del Fuoco e carabinieri del Noe e riguarderanno una fascia più ampia della costa jonica catanzarese. Gli esiti delle ulteriori analisi saranno immediatamente resi pubblici.

Francesco Pingitore

 

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