Il depuratore di Pazzano posto sotto sequestro

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La Guardia costiera di Roccella Jonica ha posto sotto sequestro il depuratore di Pazzano, ubicato ai piedi del monte Consolino, a meno di un chilometro da Stilo. “Impianto sottoposto a sequestro penale” si legge sugli avvisi apposti nel cancello d’ingresso principale e davanti l’accesso le vasche di decantazione. Ciò, probabilmente, a causa del cattivo funzionamento dell’impianto.

Anche gli occhi del profano nota in effetti un depuratore in condizioni di assoluta fatiscenza. L’impianto riceve la fogna di parte dell’abitato di Pazzano dove i liquami si accumulano, per poi riversarsi sul torrente sottostante giungendo fino al mare di Monasterace con conseguente inquinamento delle acque. Un depuratore,perciò, che non depura nulla.

Dicevamo dello scarico di una parte dell’abitato nel depuratore posto sotto sequestro: il resto dell’abitato, quello posto sul versante che s’affaccia sul fiume Stilaro, scarica nel depuratore di Bivongi. Ciò grazie a una convenzione stipulata dall’ex sindaco, Franco Depace, a settembre del 2013 con il comune di Bivongi, relativa al riparto delle spese di manutenzione a cui Pazzano concorre con ottomila euro annui per le spese di manutenzione. Depuratore di Bivongi che ha superato le analisi, ed è quindi a norma. Sul depuratore di Stilo, invece nulla da segnalare; è fermo da anni.

Ugo Franco

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