Lun. Mag 17th, 2021

Il calcio dilettantistico rischia di vivere l’ennesima filone di infiltrazioni di n’drangheta che poco hanno a vedere con il calcio giocato. Negli anni passati, molti ricorderanno ciò che è successo a Locri nella famosa partita decisiva per la promozione in Serie C2 con il Crotone. Non sono passate nemmeno inosservate le note vicende in quel di Rosarno, nei primi anni Duemila con la Rosarnese e sul finire della prima decade con l’Interpiana e la Valle Grecanica. Senza dimenticare i filoni dell’inchiesta Dirty Soccer, che colpì la Vigor Lamezia e anche altre ha rischiato di colpire.

 

A distanza di qualche anno, l’ultima partita giocata dal blasonato Marina di Gioiosa fu un recupero di campionato giocato a Gallina (RC) il 9 dicembre 2015, ancor prima che finisse il girone d’andata: l’avversario era la Laureanese, la quale rischia adesso di ripercorrere seriamente lo stesso infelice viatico della squadra jonica giallorossa e di quelle precedentemente menzionate.

 

La ragione che tale eventualità possa purtroppo manifestarsi, per gli sportivi di Laureana di Borrello e per il campionato di Promozione, che perderebbe una seria protagonista, risiede nel fatto che stamane, nell’Operazione Lex – secondo quanto esposto dal Procuratore De Raho – sono stati resi ufficiali i nomi di Andrea Prossomariti, Alberto Chindamo e la famiglia Lamari (un classe ’67, un ’68 e anche un giovane ’97). Con la Polisportiva Laureanese, sono stati coinvolti anche i giovani Giovanni e Andrea Mandaglio. Un’attività di indagine che durava dal giugno del 2014.

 

Tra i 41 arresti in tutta Italia, spuntano i nomi di chi sarebbero accusati di aver combinato almeno due partite nel campionato di Promozione, mediante metodologia mafiosa, da quanto si apprende dal Procuratore De Raho, falsando e alterando così i risultati delle gare. Il futuro è da riscrivere, per la Laureanese un epilogo come quello del Marina di Gioiosa?

(fonte ReggioDilettanti)

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