LOCRI. La Cd’A rovescia la condanna del Tribunale contro gli imputati per le intimidazioni alla Lanzetta e li assolve

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In data 8/11/2016 si è svolto davanti la Corte di Appello di Reggio Calabria ( Cotroneo Presidente, Petrone e Barillà a latere) il giudizio di appello a carico di Papaleo Danilo e Dimasi Vincenzo Cosimo (assistiti entrambi da Giuseppe Gervasi) condannati in primo grado dal Tribunale collegiale di Locri (Sicuro presidente) alla pena di anni 3 e mesi 6 di reclusione per avere sparato – nella notte tra il 22/7/2012 e il 23/7/2012 – colpi di pistola contro la serranda del bar Chantilly posto nel centro abitato di Monasterace lungo la SS 106 jonica.

Si ricorderà che la vicenda processuale era partita dalla deposizione testimoniale di un maresciallo dei carabinieri che transitando fuori servizio nel centro abitato di Monasterace aveva visto due soggetti nell’atto di sparare contro la serranda del bar e dileguarsi subito dopo. Si ricorderà che l’arma in questione è risultata essere la stessa con la quale nel mese di marzo del 2012 furono esplosi colpi di arma da fuoco contro l’autovettura della Dott.ssa Lanzetta all’epoca sindaco di Monasterace e la stessa arma con la quale nel successivo mese di agosto del 2012 sempre a Monasterace venne ferito Iellamo Vincenzo, reato per il quale venne condannato in via definitiva Dimasi Vincenzo Cosimo.

La Corte di Appello di Reggio Calabria in totale riforma della sentenza di primo grado, ha assolto entrambi gli imputati da tutti i reati loro ascritti.

La Corte di Appello di Reggio Calabria ha accolto in pieno la tesi difensiva che ha contestato tecnicamente la validità dell’esame stub, risultato positivo all’epoca dei fatti, ma giudicato dalla Corte inattendibile, e la tesi difensiva secondo cui non potesse ritenersi prova a carico la circostanza che un mese dopo gli spari contro la serranda del bar Chantilly, la pistola fosse stata rinvenuta nella disponibilità di Dimasi Vincenzo Cosimo.

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