Ndrangheta, operazione Lex: quattro indagati lasciano il carcere. Due in Calabria 

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La decisione del giudice per le indagini preliminari è arrivata dopo gli interrogatori davanti al gip di Reggio, Palmi, Busto Arsizio e Cagliari

Soltanto quattro degli indagati, finiti in manette a seguito dell’operazione “Lex” contro i clan di Laureana di Borrello, hanno lasciato il carcere dopo gli interrogatori tenuti davanti al gip di Reggio, Palmi, Cagliari e Busto Arsizio. Appena quattro, dunque, le mancate convalide. Il gip del Tribunale di Cagliari ha annullato il fermo disposto dalla Dda nei confronti di Francesco Tarantino (dirigente della società Saimare operante nell’area portuale di Gioia Tauro), accusato insieme a Prestia di concorso esterno in associazione mafiosa con l’ipotesi di aver fornito un aiuto ai clan di Laureana per sdoganare merce contenete cocaina all’interno del porto di Gioia Tauro (difeso dall’avvocato Renato Vigna); il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio ha disposto inoltre la scarcerazione di Alessio Ferrentino, mentre i gip di Reggio e Palmi hanno annullato la detenzione per Mario Bevilacqua e Francesco Prestia. Le dichiarazioni di quest’ultimo, geometra dell’ufficio tecnico dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, sarebbero apparse “non inverosimili e credibili poichè coerenti con i dati messi a disposizione delle indagini”. Prestia è difeso dall’avvocato Domenico Retez. In totale i fermi non convalidati dai gip di Palmi, Calo Indelicati e Massimo Minniti, sono 20. Per 16 indagati hanno però applicato la misura della custodia cautelare in carcere. Ai domiciliari vanno Giorgia Ferrari e Isabella Salvo a cui non viene contestata l’associazione mafiosa.


Francesco Tarantino

Alessio Ferrentino

Mario Bevilacqua

Francesco Prestia

 

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