Dom. Mag 9th, 2021

“Le ricadute dei recenti episodi incendiari, che hanno coinvolto la scuola di Ricadi (Vibo) e l’asilo Santa Venere di Reggio Calabria, non possono esaurirsi in parole di indignazione. Occorre una presa di
coscienza che vada oltre le disamine e getti le basi per una risposta sociale concretamente volta alla tutela del futuro delle vittime di queste azioni criminali, i bambini”. E’ quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria.
“Non sta a me – prosegue – stabilire le motivazioni e le matrici di questi attentati, ma per chi conosce il territorio non è difficile immaginare che, essendo la scuola contenitrice di servizi esterni, che vanno dalle ristorazioni alle ristrutturazioni ad altro ancora, intorno ad essa ruotano appetenze economiche, potenzialmente individuabili come obiettivo dei danneggiamenti. Ma, la scuola è altro. La scuola è la casa di formazione dei bambini, è luogo di formazione identitaria, è luogo di cultura, che sola può prevenire un
divenire affrancato dalle logiche criminali, è speranza di un cambiamento fino ad oggi soltanto immaginato. E tutto ciò è patrimonio insostituibile, che tutti siamo chiamati a difendere con le unghie. Per le ragioni sin qui esposte chiedo al presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta del Consiglio
Regionale della Calabria, on. Arturo Bova, di volersi attivare subito in favore di iniziative sul territorio che avvicinino le famiglie alla scuola come mai prima d’ora, al fine da generare una barriera sociale e culturale più forte delle mura incendiate. I bambini hanno bisogno di avvertire il coraggio degli adulti di prossimità, per imparare a non avere paura, per capire che la criminalità non è la soluzione ai problemi che la vita irrimediabilmente porrà innanzi al loro cammino, per rigettare le tentazioni di una forza distruttrice che mai ha avuto rispetto di loro, per rispedire al mittente la leggenda che vuole una mafia attenta a non fare male ai bambini, perché la storia è tragicamente segnata da soprusi e omicidi di
piccole, ignare ed innocenti creature”. “Mi auguro – conclude Marziale – che il presidente Bova
voglia attivarsi nel senso auspicato perché non si può parlare di diritti dei minori in una terra dove la ‘ndrangheta lavora ogni giorno per uccidere il futuro”. (ANSA).

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