Mer. Gen 27th, 2021

Condannato in appello a 16 anni per associazione mafiosa.

E’ stato catturato questa mattina dalla Polizia di Stato a Rosarno (Reggio Calabria) il latitante Marcello Pesce, boss della ‘ndrangheta ricercato per associazione di stampo mafioso. Marcello Pesce, detto ”U Ballerinu”, fa parte dell’omonima cosca guidata da Antonino Pesce, operativa nella Piana di Gioia Tauro e con propaggini in Lombardia e tutto il Nord Italia. E’ stata la stessa Polizia di Stato a comunicare la cattura di Marcello Pesce sul suo profilo Twitter.

L’uomo, al momento dell’irruzione degli agenti dello Sco e della squadra mobile di Reggio Calabria, era in camera da letto e non era armato. Non ha opposto resistenza ed è stato arrestato insieme a due uomini, padre e figlio, che erano nell’appartamento con lui. con l’accusa di favoreggiamento. Condannato in appello a 16 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa, Marcello Pesce è ritenuto dagli investigatori il capo strategico dell’omonima cosca, una delle più potenti dell’intero panorama ‘ndranghetista.  Pesce era tra i latitanti di ‘ndrangheta più importanti ancora liberi.

Era ricercato dal 26 aprile 2010, quando sfuggì alla cattura nell’operazione “All inside”, Marcello Pesce che ha messo in ginocchio le cosche rosarnesi che dagli anni ’70 hanno tenuto sotto pressione il paese e il suo hinterland.

Negli anni ’90 fu coinvolto insieme all’ex capo della loggia P2 Licio Gelli nell’inchiesta su mafia, politica e massoneria avviata dall’allora procuratore di Palmi Agostino Cordova. I due, oltre a politici e presunti ‘ndranghetisti, furono poi assolti nel marzo del 1995 dai giudici del Tribunale di Palmi. L’inchiesta riguardava il presunto intreccio tra un’organizzazione dedita al traffico di droga con armi con il mondo politico ed affaristico con conseguente voto di scambio. Secondo l’accusa, le cosche Pesce-Pisano si erano federate tra di loro per gestire i traffici illeciti con uomini di fiducia che operavano in Toscana, Liguria, Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Puglia, Campania e Calabria. A Rosarno, nella piana di Gioia Tauro, c’era la base operativa e decisionale dell’  organizzazione. All’inchiesta avevano contribuito anche alcuni pentiti.

Oggi è una bella giornata per l’Italia: un pericoloso latitante, ricercato in campo internazionale da sei anni, è stato assicurato alla giustizia. Lo afferma il ministro degli Interni Angelino Alfano,commentando l’arresto di Marcello Pesce.    “La sua cattura, a Rosarno, è il risultato di una intensa attività investigativa degli uomini della Polizia di Stato di  Reggio Calabria, che hanno lavorato con competenza e determinazione. È dunque un successo investigativo di alto livello – ha sottolineato il ministro Alfano che si è complimentato con  il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli -, a conferma del nostro quotidiano impegno sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, perchè i cittadini possano sentirsi  sicuri e credere sempre di più  della forza delle Istituzioni”.

Carmen Fantò

 

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