Lun. Mar 1st, 2021

L’indagine Ecosistema della Dda di Reggio ha portato in carcere due imprenditori dei rifiuti e ad accuse di corruzione per diversi politici locali. Contestata l’aggravante mafiosa per aver agevolato le cosche Paviglianiti e Iamonte. Un “sistema” già svelato da inchieste precedenti e, secondo gli inquirenti, ancora intatto. Il gip: “Ogni operaio di Asad doveva portare almeno cinque voti”

I reati contestati dalla Dda di Reggio agli indagati e condivisi dal gip Caterina Catalano che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare vanno dal concorso esterno in associazione di tipo mafioso, alla turbata libertà degli incanti passando per violenza privata, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza tutte ipotesi aggravate dall’aver agito con modalità mafiose e per agevolare le cosche Iamonte e Paviglianiti. I politici locali arrestati, invece, dovranno rispondere di corruzione e turbativa d’asta semplice.

L’inchiesta, denominata “Ecosistema”, prende le mosse da altre due operazioni antimafia: “Ada” e “Ultima spiaggia” che hanno colpito i vertici della famiglia Iamonte e Paviglianiti, padrone incontrastate nei territori del basso Jonio reggino. Stando alle risultanze investigative, inoltre, i Paviglianiti hanno condizionato le elezioni comunali del 2014 di San Lorenzo.

“Al centro dell’inchiesta – ha affermato il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho – c’è Saro Azzarà, titolare dell’Ased, nota azienda di raccolta e smaltimento rifiuti. È un imprenditore legato al clan Iamonte”. Anche se mai arrestato, il suo nome compare anche nella sentenza “Ada” dove la società “Ased” viene definita “una riserva di voti alla quale il candidato Costantino (i magistrati si riferiscono a Gesualdo Costantino, ex sindaco del Pd di Melito Porto Salvo arrestato alcuni anni fa, ndr) non può e non vuole rinunciare”.

Coinvolti nell’inchiesta “Ecosistema” sarebbero il primo cittadino di Bova Marina, Vincenzo Crupi (finito ai domiciliari), il vicesindaco di Brancaleone Benavoli, altri due assessori dello stesso comune Marino e Zappia, l’ex sindaco di Melito Porto Salvo Iaria, l’ex dirigente del settore tecnico dello stesse ente, Maisano, l’ex dirigente a contratto della provincia Barbaro.

Hanno ricevuto, invece, un avviso di garanzia il consigliere regionale di centrodestra Francesco Cannizzaro, l’ex consigliere regionale Pasquale Tripodi (Udc), il sindaco di Motta San Giovanni Paolo Laganà (Pd) e il sindaco di Palizzi Walter Arturo Scerbo (Pd). Quest’ultimo, secondo i pm Antonio De Bernardo e Luca Miceli, sarebbe stato il protagonista di un accorto corruttivo, poi non concretizzatosi, con il titolare della società di raccolta dei rifiuti Rosario Azzara. In particolare quest’ultimo, “concedeva a Scerbo l’indebita utilità di poter indicare soggetti da assumere presso la Ased srl”. “A differenza di quanto verificatosi in altri Comuni, – è scritto però nell’ordinanza – alle promesse non sono seguiti i fatti e Scerbo non risulta aver affidato il servizio di raccolta rifiuti all’Ased avendo preferito, così come comprovato dagli accertamenti esperiti, che dette operazioni venissero svolte dal personale già in forza al Comune di Palizzi”.

La cosa che turba di più è che l’ex Ten. Colonnello Giuseppe Benavoli, prima di accettare l’incarico di vicesindaco di Brancaleone era stimato Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri col grado di Maggiore in servizio e vice-comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, dando, così, alla cittadinanza chiari segnali di legalità. L’ufficiale dei Carabinieri pensionato da Tenente Colonnello sarebbe dovuto essere persona al di sopra di ogni sospetto. Ma per i magistrati antimafia della DDA non è così. Il Maggiore Benavoli era iscritto in qualità di socio del Rotary Club “Area Grecanica – Capo Sud” di Melito Porto Salvo, presieduto dall’arch. Walter Scerbo, attuale sindaco di Palizzi anche lui indagato nella stessa inchiesta.

Nel 2010 un episodio aveva fatto insospettire un po tutti, e fatto immaginare che l’amministrazione comunale di Brancaleone era “sorvegliata speciale”. Una scoperta, avvenuta per caso, fece da campanello d’allarme: mentre alcuni tecnici dell’impianto di riscaldamento dell’edificio comunale vi lavoravano sul solaio per riparare il guasto fu scoperta una centralina, alla quale erano collegate delle microspie dislocate in quasi tutte le stanze della sede comunale, non scartando l’ipotesi che qualcuna possa essere stata “piazzata” anche all’interno della Sala Consiliare. Stupore e incredulità furono le prime sensazioni registrate tra gli ignari amministratori ed impiegati, i quali non si seppero darsi una ragione per la quale dei soggetti (forze dell’ordine, magistratura o altri) stiano controllando le loro mosse. E’ un fatto che sconvolse la quiete cittadina tanto che nei bar e per le vie del paese non si parlò d’altro che di questo episodio. Del fatto furono informati i Carabinieri di Brancaleone per le indagini del caso. Come si ricorderà, l’Amministrazione Comunale guidata già d’allora dal Sindaco Francesco Moio, si era insediata alla guida del Comune nel mese di giugno 2009, dopo aver conseguito un risultato elettorale plebiscitario. Il Sindaco Moio, avvocato di professione, era subentrato alla guida dell’Ente dopo un anno di gestione commissariale in seguito allo scioglimento del Consiglio Comunale per dimissioni di alcuni consiglieri di maggioranza (quattro) e di minoranza (cinque). Subito dopo il suo insediamento, Moio ha nomino un esecutivo di tutto rispetto costituito da persone che, nel corso della loro vita e nello svolgimento della loro professione, si sono sempre contraddistinte per moralità, onestà e rettitudine. A ricoprire la delicata carica di vice Sindaco era stato chiamato il consigliere Giuseppe Benavoli, assessore ai Lavori Pubblici, stimato Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri col grado di maggiore in servizio presso la scuola allievi Carabinieri di Reggio Calabria, dando, così, alla cittadinanza chiari segnali di legalità e trasparenza ai fini di un buon governo. Un’amministrazione che bissò nel 2014 quando Moio rivinse le elezioni e l’ex Tenente Colonnello Benavoli fu eletto consigliere il 25 Maggio 2014 e nominato di nuovo assessore e vice sindaco. Il resto è storia recente.

GIUSEPPE MAZZAFERRO

FONTI : ANSA/IL FATTO QUOTIDIANO/NEWZ/
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