Lun. Gen 25th, 2021

Il Comando Regionale Calabria-Sicilia del Corpo Forestale dello Stato ha raggiunto importanti risultati in tema di Incendi, infatti, in una nota si legge che “durante il periodo di massimo rischio, i comandi territoriali hanno segnalato all’autorità giudiziaria 18 persone, di cui 16 sono state denunciate a piede libero e 2 tratte in arresto in flagranza di reato e sottoposte a misure di custodia cautelare. Si tratta di soggetti ritenuti responsabili di incendi avvenuti sul territorio calabrese, precisamente due nel crotonese, due nel catanzarese, due nel reggino e ben 8 del cosentino. La reclusione che i soggetti rischiano va da 1 a 5 anni di prigione.”
Le cause naturali che possono scatenare un incendio boschivo sono estremamente rare. La presenza di una gran quantità di combustibile e di comburente, non basta da sola a provocare il fuoco.
In Calabria, nelle aree continuamente interessate dagli incendi, sono state piazzate alcune telecamere, che hanno consentito di intercettare i colpevoli, come nel cosentino, dove è stata arrestata una donna.
Le cause dolose in genere sono connesse alla ricerca di un profitto non sapendo che le zone boscate ed i pascoli bruciati per almeno 15 anni non possono avere destinazione diversa da quella preesistente all’incendio.
Il fenomeno degli incendi dolosi in Italia è purtroppo fin troppo sviluppato in molte regioni, ma negli anni proprio per questo motivo si sono aumentate le difese. Grazie a una campagna di sensibilizzazione e a una miglior organizzazione dell’apparato antincendio della Protezione civile e delle Regioni, gli interventi cercano sempre di evitare il peggio. Gli strumenti principali per frenare la devastazione delle aree protette restano però l’applicazione di leggi per evitare la speculazione sulle aree incendiate, il rafforzamento dei divieti e l’istituzione del catasto regionale delle aree attraversate dal fuoco.

Carlotta Tomaselli

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