Mer. Mag 12th, 2021

E’ stato rinviato al 19 gennaio 2017 il processo a carico di medici ed infermieri
dell’azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio
Calabria, accusati di avere alterato le cartelle cliniche di
numerose pazienti del reparto di ginecologia e arrecato gravi
lesioni a pazienti e neonati.
Il Tribunale di Reggio Calabria, in composizione collegiale,
presieduto da Domenico Armoleo, ha ammesso la costituzione di
parte civile dell’amministrazione provinciale reggina e di
alcuni familiari delle vittime dei presunti casi di malasanità.
Il processo che vede alla sbarra l’ex primario di
Ginecologia, Pasquale Vadalà, il facente funzioni dello stesso
reparto, Alessandro Tripodi, anestesisti ed infermieri, era
scaturito dalla denunce di alcune partorienti e delle loro
famiglie a seguito di alcuni decessi sospetti. La pubblica
accusa è rappresentata dal Procuratore aggiunto Gaetano Paci e
dal sostituto Anna Maria Frustaci.
Oltre all’ex primario Pasquale Vadalà e l’ex facente funzioni
Alessandro Tripodi, saranno processati i ginecologi Filippo
Saccà, Daniela Manunzio, Antonella Musella e Roberto Rosario
Pennisi, la neonatologa Mariella Maio, gli anestesisti Luigi
Grasso e Annibale Musitano.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di falso
ideologico e materiale, soppressione e occultamento di atti e di
interruzione di gravidanza senza il consenso di una donna. Nel
corso dell’operazione “Mala sanitas”, nell’aprile scorso,
quattro medici furono arrestati e posti ai domiciliari ed altri
sei ed una ostetrica furono sospesi dalla professione medica.
Altri due medici non erano più in servizio nell’ospedale.

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