5 Dicembre 2020

Il premier Renzi per la chiusura della campagna referendaria al teatro Cilea di Reggio Calabria

Siamo agli sgoccioli di una campagna referendaria dura e senza esclusioni di colpi. Ultime tappe quindi per il premier Renzi in vista dell’apertura dei seggi prevista per la tanto amata/odiata Domenica 4 dicembre. Il premier alle 12:00 ha tenuto il suo “comizio” in un Teatro Cilea gremito di cittadini e alla presenza di tutte le massime istituzioni della cittá di Reggio Calabria. “A quelli che chiacchierano e che ci criticano vorrei ricordare che i soldi al Mezzogiorno li ha stanziati. Il governo deve controllare le Regioni ed i cittadini devono controllare tutte e due. Noi ci crediamo alla ripartenza del Paese. Oggi qualcosa finalmente si sta muovendo, ma persistono le differenze tra Nord e Sud“, dichiara Renzi. “Questa riforma puó contribuire a ridurre l’enorme distanza tra Nord e Sud“. Con un pubblico adorante ed in delirio, il premier lancia diverse frecciatine ai suoi avversari. Prima fra tutti Matteo Salvini criticato per il suo costante assenteismo al Parlamento Europeo perché troppo impegnato in televisione. Non mancano le critiche per uno degli amici/nemici del premier: Silvio Berlusconi. “Berlusconi non hai mai eletto nessun presidente della Repubblica perché nei suoi tre governi non é mai stato in carica alla fine del settenato. Che colpa ne abbiamo noi?“.

 

renzi-a-reggio-8Non viene risparmiato nemmeno Luigi Di Maio che sostiene come questo referendum possa trasformare l’Italia in una dittatura né Beppe Grillo che invita l’Italia a non votare con il cervello. “Nessuno deve permettere che si dica che l’Italia possa divenire una dittatura perché noi abbiamo la possibilità di votare a differenza di molti Paesi“, dichiara Renzi che continua dicendo “Grillo, invece, ha solo paura che vinca il Si. É vero serviranno 800.000 firme per il referendum, ma l’importante é che queste siano vere e non fasulle”. “Erano anni che tutti volevano quello che questa riforma chiedeva. Noi abbiamo fatto le riforme costituzionali che da sempre la politica richiedeva“. Renzo sottolinea e fa “intendere” che il Referendum non sará causa di sue eventuali dimissioni. “Il referendum non é un si o un no a Matteo Renzi. Se passerá no saremo amici come prima. Certo il treno passa e tra cinque anni non si potrá dire che noi non ci abbiamo provato, che non abbiamo provato a cambiare le cose”. “Il nostro Paese ha mantenuto gli stessi ed identici poteri legislativi. Molti hanno paura di poter perdere il proprio potere di rendita. Molti hanno paura di investire il futuro“. Relativamente alla riduzione dei poteri del Senato, il premier spiega che “vogliamo dare semplicemente la possibilità ai rappresentanti territoriali di far parte del governo. Il senatore é vero conta meno di prima perché non metterá bocca sui bilanci, ma voteranno solo su le leggi del proprio territorio, ma sará eletto dai cittadini“.

 

renzi-a-reggio-6Non tutti i cittadini peró sembrano concordi con quanto dichiarato. “Si potrá eleggere non un qualunque cittadino, ma una persona con una esperienza politica alle spalle e con minimo 40 anni“. Matteo Renzi, da sempre grande estimatore degli Stati Uniti d’America risponde gentilmente e cordialmente alla cittadina dichiarando che “in America si votano i grandi elettori che rappresentano il candidato e poi eleggono il Presidente degli Stati Uniti d’America. Perché noi non possiamo fare lo stesso?”. “Il rapporto tra Stato e Regioni va cambiato. Noi abbiamo un sistema che é fatto ad ostacoli. Questa riforma lascia le.competenze alle regioni e qualora dovessero essere problemi dá la possibilità allo stato di intervenire con la clausola di supremazia”. “Chi vota No tiene tutti gli sprechi dal Cnel alle immunitá. Questa riforma non tocca il potere della magistratura, del governo etc. Toglie solo alcuni ostacoli. La classe politica deve dimostrare che ci sono politici che vogliono cambiare le cose e non stare attaccati alla sedia. Io ci credo in questa battaglia perché credo che la maggioranza degli italiani non ne possa piú di continuare con un sistema che non funziona. Noi siamo in un momento in cui non possiamo dire nulla sui dati, ma questa é una partita che ha un alto numero di persone che non hanno deciso cosa fare. La partita é ancora aperte. Dipende da voi, io sono molto fiducioso dei miei compagni e per me vinceremo“, conclude.

(fonte StrettoWeb)

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