Lun. Gen 25th, 2021

Nemmeno le temperature artiche hanno fermato l’afflusso di pellegrini che, persino da altre regioni, sono affluiti, sabato 7 gennaio, presso il Santuario Nostra Signora dello Scoglio, per partecipare alla sacra funzione del Bacio a Gesù Bambino. All’interno della splendida cripta, situata sotto lo Scoglio benedetto, dove sono avvenute le apparizioni della Madonna a Fratel Cosimo, fondatore del santuario mariano, molte persone si sono radunate, in un clima di grande spiritualità. Il programma ha previsto l’evangelizzazione di Fratel Cosimo,  la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo della Diocesi di Locri – Gerace, monsignor Francesco Oliva, e il momento del bacio a Gesù Bambino. “Un bacio simbolico” – ha espresso il successore degli Apostoli – “ma che deve essere fatto col cuore perchè” – ha ricordato – “non conta il gesto ma il cuore” – spiegando che – “anche Giuda baciò Gesù, ma il suo non era un gesto d’amore.” Il vescovo, dunque, dopo aver effettuato una omelia illuminante, ha esortato tutti a manifestare una fede pura, testimoniando i valori cristiani in ogni momento della vita, considerando che Dio si è incarnato, nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo, morendo e risorgendo, proprio per salvare l’umanità che, se lo riconosce, avrà la vita eterna. Fratel Cosimo, nella propria evangelizzazione, ha espresso:  “Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù, rivolgo un saluto a tutti voi convenuti a questo incontro particolare di preghiera, in cui si svolgerà il consueto bacio a Gesù Bambino. Anche se le difficoltà non mancano, perché ci troviamo in pieno inverno, e siamo all’aperto in attesa del completamento della Chiesa, siete venuti lo stesso in questo primo sabato del mese di Gennaio. Con filiale riconoscenza vogliamo ringraziare la Vergine Madre che con il suo si, ha permesso la venuta del Salvatore del mondo, la ringraziamo per il suo silenzio pieno di stupore, la ringraziamo perché ha accolto e generato la Parola fatta carne nel suo grembo verginale, la parola che oggi parla e rischiara la storia di tutta l’umanità, e riempie di gioia e di letizia la nostra vita. Nel primo capitolo del Vangelo di Giovanni al v. 14 leggiamo: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità”. Ora, con queste parole desidero attirare la vostra attenzione, sul brano del Vangelo tratto da Matteo c. 3 incominciando dal v. 13 fino al v. 17. Ecco quanto esso dichiara: “In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: Io ho bisogno di essere battezzato da Te e Tu vieni da me? Ma Gesù gli disse: Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia. Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di Lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”. Fratelli e sorelle, dopo aver ascoltato il brano del Vangelo di Matteo appena annunciato, cerchiamo in un certo qual modo di entrare nei fatti narrati dal Vangelo, e con cuore umile e allo stesso tempo disponibile, iniziamo la nostra riflessione. Quando la predicazione pubblica di Giovanni Battista, il così detto precursore del Messia, stava quasi per terminare, e che il ministero di Gesù Cristo era ormai prossimo per iniziare, vediamo cosa fece Gesù: Egli lasciò subito la Galilea e raggiunse Giovanni Battista, il quale si trovava sulle rive del fiume Giordano. Non pensate però che sia stato facile per Gesù, raggiungere Giovanni, perché ha dovuto percorrere molti chilometri dalla Galilea fino al Giordano, per farsi poi battezzare da Lui. Se qualcuno di voi è già stato in Terra Santa, sicuramente avrà potuto notare la distanza che c’è dalla Galilea al fiume Giordano. Questo indica se vogliamo, l’importanza che Gesù attribuiva al Battesimo, altrettanta importanza dovremmo attribuire noi al nostro battesimo, e tutti coloro che si dicono seguaci di Gesù Cristo oggi, cioè, tutti coloro che seguono il Signore. Miei cari fratelli, a questo punto mi permetto di aprire una parentesi: molte persone purtroppo pur avendo ricevuto il battesimo, e frequentando la chiesa, non sanno ancora cosa sia il battesimo. Non vi scandalizzate se vi dico questo! Il Battesimo dobbiamo tenere presente, è il primo sacramento che il cristiano riceve, ed è un sacramento molto importante. Nel Catechismo della nostra chiesa cattolica al numero 1213 leggiamo: Il Santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana. Quindi diremmo, che ogni uomo e ogni donna sulla terra, nella propria vita deve vivere in coerenza con il proprio Battesimo. Nella prima Lettera di San Pietro apostolo al c. 2 v. 9 la Parola di Dio afferma: “Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di Lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce”. Noi tutti dunque, che abbiamo ricevuto il Battesimo, siamo stati resi partecipi del sacerdozio comune dei fedeli laici, e in forza di questo Battesimo, ciascuno di noi deve portare nel mondo la testimonianza del Vangelo. Ritornando al brano di Matteo, Gesù una volta raggiunto il Giordano, ad un certo punto comparve in mezzo a coloro che ascoltavano la predicazione di Giovanni, e si fece avanti per farsi battezzare. Giovanni, come abbiamo potuto capire dal Vangelo, non comprese subito il motivo per cui Gesù voleva essere battezzato da lui, e perciò si oppose dicendo: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da Te, e Tu vieni da me?”. Fratelli e sorelle, Giovanni di certo in quel momento riconobbe che Gesù non aveva, diciamo, i requisiti necessari per il suo battesimo, perché non si trattava altro che di un battesimo di conversione e di pentimento dei peccati. Quindi se ci pensiamo un pò, di che cosa avrebbe dovuto pentirsi Gesù?  Egli, non aveva mai peccato. Infatti dice la seconda Lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi c. 5 v. 21: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di Lui giustizia di Dio”. Da queste parole se vogliamo, possiamo considerare quanto è grande l’amore e la misericordia di Dio per gli uomini. Egli, in Gesù Cristo suo Figlio non ha fatto altro che giustificare gli uomini. Il versetto 15 del Vangelo di Matteo ci dice che Gesù rispose che era necessario, che Lui stesso fosse battezzato da Giovanni in quell’occasione, perché ciò sarebbe servito per adempiere ogni giustizia. Ma la caratteristica più importante del battesimo di Gesù, fu il consenso che veniva dai cieli. Mentre Gesù usciva fuori dall’acqua, lo Spirito Santo di Dio discese su di Lui come una colomba. Qui, potremmo fare una breve considerazione: mentre l’uno saliva, l’altro scendeva, e cioè Gesù saliva dall’acqua, lo Spirito Santo scendeva dai cieli. E proprio in quel momento in cui Gesù veniva battezzato da Giovanni, dai cieli si udì la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’amato, in Lui ho posto il mio compiacimento”. Lo Spirito Santo scese su Gesù il Messia per consacrarlo, e affinché si adempisse anche la profezia contenuta nel Libro del profeta Isaia al c. 11 v. 2, secondo la quale lo Spirito del Signore sarà su di lui. Infatti, dice la profezia: “Su di lui si poserà lo Spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e del timore del Signore”. La discesa dello Spirito Santo su Gesù nel fiume Giordano diede al Figlio di Dio, il potere necessario per svolgere la sua missione terrena in mezzo al popolo. Fratelli e sorelle in Cristo Gesù, il Padre celeste espresse il suo pieno compiacimento nel suo Unigenito Figlio Gesù Cristo. E, a proposito di compiacimento, nel Salmo 147 al v. 7 sta scritto: “Il Signore si compiace di quelli che lo temono, di quelli che sperano nella sua bontà”. Il compiacimento del Signore, come dice il salmo, se vogliamo è rivolto verso tutti coloro che lo temono, che ubbidiscono alla sua Parola, e allo stesso tempo che sperano in Lui. Miei cari, teniamo presente questo: quando la nostra vita è caratterizzata dall’ubbidienza e dal servizio per il Signore, possiamo essere certi che, siamo a Lui graditi. Dio ci ama, e ci ama di un amore eterno, e solo per amore ci ha donato il suo Figlio Gesù Cristo. La Vergine Santissima, Madre del Divino Redentore,” – ha quindi concluso – “ci aiuti ad aprire i nostri cuori, ad accogliere il Messia, l’Emmanuele, il Dio che ha lasciato la gloria del cielo, ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo.”

Fratel Cosimo insieme al Vescovo Francesco Oliva
Il Rettore , padre Raffaele Vaccaro (a destra nella foto), assieme a Francesco Del Genio, responsabile dei “Testimoni del Santo Rosario”del gruppo di apostolato e preghiera, fondato da Fratel Cosimo

 

Facebook Comments

Di

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.