LE BELLE INIZIATIVE DEI LICEI MAZZINI DI LOCRI

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Si evidenzia, sempre più, come Istituto di Formazione d’eccellenza. Parliamo del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “G. Mazzini” di Locri che, proprio ieri, ha vissuto un altro momento  coinvolgente grazie, anche, a  Gerardo Pontecorvo autore del romanzo “L’amore scritto sul mare”, Città del Sole edizioni. Ad introdurre l’incontro la prof.ssa Girolama Polifroni, vice preside dei LIcei diretti dal dirigente scolastico, professor Francesco Sacco. Durante la manifestazione culturale sono state proiettate  antiche foto  di Reggio, città nella quale è ambientata la storia,   sulle note del notturno di Chopin.

Lo scrittore, ricordando anche i suoi studi liceali, ha presentato il tema del libro e  si è soffermato sul valore della scrittura e della lettura. Scrittura che nel caso del libro “L’amore scritto sul mare” è di ispirazione autobiografica dal momento che anche la nonna di Gerardo Pontecorvo, come la protagonista del romanzo, ha vissuto il  dramma di un figlio disperso, il padre dello scrittore creduto morto e che regala alla fine la gioia di un ritorno. Un dramma di cui lo stesso scrittore venne a conoscenza solo dopo la morte dello stesso padre, reclutato dalla Regia Marina, trovando un documento (inserito nel video iniziale) con cui veniva comunicato alla nonna che il corpo del figlio (padre dello scrittore) non era stato trovato.

Il romanzo esplora, infatti, i sentimenti relazionali di una madre, di un figlio e di una ragazza separati dalle tragiche vicende della seconda guerra mondiale. L’amore, come un fil rouge, tiene uniti i protagonisti nonostante la follia e la crudeltà di chi li vuole dividere: la sua forza supera il tempo, le distanze, le convenzioni sociali e sconfigge anche le tenebre della ragione.

Sullo sfondo l’Italia fascista e la Reggio distrutta dai bombardamenti, in cui la Resistenza è lontana. Poi ad un tratto la trama diventa dicotomica: da un lato il dramma di un ritorno a casa dalla guerra negato e di un’attesa impossibile, e dall’altra la vita di Ugo, creduto morto, e invece sopravvissuto. Il romanzo riflette anche la dimensione sociale del tempo, quella frammentata nei ricchi latifondisti, nella piccola borghesia e in un proletariato schiacciato e indigente.

“Consegno questo libro al lettore perché dopo la scrittura comincia la lettura”, ha affermato Gerardo Pontercorvo. “Credo che la narrazione debba sempre nascere da una forte esperienza collettiva e che la missione della narrativa sia questa, ossia dare ali ai personaggi che, al di là del contesto storico in cui agiscono, devono avere vita propria, poiché ogni persona è un essere narrante”.

Davanti a una platea di quasi cento giovani, appassionati lettori del romanzo, l’autore, con la sua immediatezza e grande capacità di coinvolgimento, ha raccontato di sé, delle sue opere, e della sua esperienza di  scrittore.

L’incontro ha visto gli studenti particolarmente interessati nel porgere domande all’autore e nel fare attente riflessioni sulla psicologia dei personaggi, sullo stile della narrazione e sul finale … per nulla scontato

 

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