Menzione d’onore alla gioiese Giovanna Pisano

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Menzione d’onore a Giovanna Pisano, che è risultata meritevole di tale riconoscimento «per il pregevole contributo scientifico offerto con il proprio elaborato», nell’ambito del convegno-dibattito sull’amministrazione della Giustizia in Italia, organizzato a Napoli dalla Camera Europea di Giustizia, dal titolo “Quale democrazia?”.

Gioiese, laureata in Giurisprudenza, Pisano è stata invitata a esporre le proprie tesi, sostenuta dalla presentazione dell’avvocato Rocco Truncellito e dal dottor Ernesto Paolozzi, autore, quest’ultimo, di vari saggi e docente presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

In occasione dello stesso convegno sono stati chiamati a intervenire vari intellettuali ed i candidati vincitori della XI borsa di studio indetta dal medesimo sodalizio.

L’iniziativa è stata illustrata da Alessandra Clemente, assessore alle Politiche giovanili del capoluogo campano, assieme ai giornalisti Ermanno Corsi, Nora Puntillo, Rita Pennarola e Andrea Cinquegrani.

Alla premiazione, patrocinata da Iura Civitatis, ND Service srl e Casa di Cultura Maria Cristina di Savoia, hanno partecipato numerosi avvocati del Foro di Napoli e di quello di Caserta, nonché gli studenti delle quinte classi dell’Istituto partenopeo “Galileo Ferraris”, accompagnati dal dirigente scolastico Alfredo Fiore.

«Il premio – ha affermato il presidente della Camera Europea di Giustizia, Nicola Cioffi – nasce per incoraggiare gli studi e le ricerche nel settore delle scienze giuridico-sociologiche. In Italia si assiste, da tempo, all’incessante proliferare di riforme che incidono profondamente sulla vita del cittadino. Si tratta di una riorganizzazione del sistema politico, amministrativo e giudiziario che, però, non sembra prevedere la persona al centro. Quindi, quali riforme, quale democrazia nel prossimo futuro?».

Nelle sue conclusioni l’assessore Clemente ha ribadito che «è necessario interrogarsi sul potere e su come venga esercitato. Questo è uno spazio di dialogo tra professionisti e ricercatori, per proporre un nuovo modello di potere, anche per creare nuove sinergie – ha evidenziato – tra i vari soggetti che occupano le poltrone politiche ed i cittadini».

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