Mar. Mag 11th, 2021

 -Alla Direzione Territoriale del Lavoro

Ispettorato del Lavoro

Reggio Calabria

dtl.reggiocalabria@pec.lavoro.gov.it

-Al responsabile Igiene e  Sicurezza sui luoghi di lavoro

-Al Responsabile della Medicina del Lavoro

– Al  Responsabile Servizio di Prevenzione

ASP   Reggio  Calabria

 

 

 

Si porta a conoscenza delle SS.LL., ognuna per la parte di propria competenza, per le eventuali conseguenziali determinazioni, di quanto si sta illegittimamente palesando  nell’ASP di Reggio Calabria segnatamente  agli ospedali di Locri e Polistena in relazione all’adozione della deliberazione n. 496/2016 che si allega alla presente nota.

Il Commissario Straordinario dr. Giacomino Brancati e quanti hanno sottoscritto a vario titolo la deliberazione di che trattasi, pone in essere, per tale dr. Cordopatri  dirigente medico-Direttore di U.O.C. di radiologia  presso l’ospedale di Polistena, autorizzazione ad effettuare oltre il normale debito orario pari a circa 160 ore mensili, ulteriori 150 ore al mese per un periodo di quattro mesi,  per un costo totale 30.000 euro, in regime di libera professione, al fine di sopperire a carenze di organico ingeneratesi presso la radiologia di Locri.

Per il dr. Cordopatri si tratterebbe di dover, a vario titolo, esplicitare  la sua professione per più di 1000 ore lavorative in quattro mesi.

La stessa deliberazione introduce una anacronistica metodologia di amministrazione creativa, opinabile e discutibile dal punto di vista legale  ed, altresì, aberrante contrattualmente in quanto ingenera, qualora diventasse mezzo usuale di risoluzione di carenze di personale, uno sfruttamento delle risorse umane, facendo leva sulla lauta corresponsione di ingenti somme economiche (si tratta di raddoppiare lo stipendio).

Insomma, con l’utilizzo di denaro di cui ai fondi contrattuali, quindi di pertinenza di tutti i dirigenti medici, l’ASP indebitamente senza il necessario passaggio dall’obbligatoria Contrattazione con le OO.SS. dell’Area della Dirigenza medica dispone l’utilizzo di ingenti risorse economiche per far fronte alla carenza di personale medico.

Utilizzare tale “sistema”  in scala,  comporterebbe un’arbitraria utilizzazione di somme dell’ordine di milioni di euro, nel mentre decine e decine sono i medici disoccupati/inoccupati, per non parlare dei medici dipendenti sottoutilizzati o distratti dai propri compiti di istituto..

Il Primario di che trattasi  gode della nostra stima per il suo grande impegno umano e professionale nel diuturno sforzo di dare risposte ai pazienti che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche e pur non essendo nostro iscritto merita, comunque,  di essere salvaguardato e difeso alfine di impedire una sua rapidissima inutilizzazione o inidoneità al profilo di appartenenza per evidente stress da eccessiva attività lavorativa e un sovrumano sovraccarico di lavoro.

A parere della UIL il Dirigente Cordopatri non può continuare ad essere schiavizzato da condizioni inumane di lavoro, che rimangono tali anche se si intendono lautamente retribuire, pena il “perdere” per usura in poco tempo un prezioso punto di riferimento professionale.

Infatti, la deliberazione 496/2016  desta  forte preoccupazione per l’incolumità e la salute dell’esimio professionista in quanto raddoppiando le canoniche e non superabili ore di lavoro mensili, lo espone a condizione di rischio lavorativo,  prescindendo dal quanto viene remunerato il surplus di attività  (con 50 euro l’ ora).

Sempre a tutela del prefato medico si ricorda che, proprio in funzione dell’alto profilo professionale ricadente in capo ai Direttori di Struttura Complessa (ex Primari), è fatto divieto alle amministrazioni di utilizzarli in pronta disponibilità, lavori notturni, straordinario per qualunque ragione.

Per il particolare e strategico impegno profuso dagli ex Primari la norma  prevede una esclusiva indennità economica  omnicomprensiva di qualsivoglia attività professionale.

Nel tempo sembra che il dr. Cordopatri, invece si è dovuto sobbarcare notevole attività lavorativa in regime di lavoro  “straordinario” che, peraltro, mal si coniuga con le prescrizioni di cui alla legge 161/2014.

Rimane poi il  rebus su come l’amministrazione abbia potuto superare le rigide regole contrattuali retribuendo ad un  direttore di struttura complessa lavoro straordinario.

A ispirare la presa di posizione di questa O.S., a rompere gli indugi e schierarci a  tutela dell’incolumità psico-fisica del Cordopatri è intervenuto quanto da noi assunto relativamente ad esternazioni dello stesso dirigente sui social media  riportate  testualmente: “…Ho un figlio di nove anni non voglio rischiare certo un infarto…”. A tale proposito la UIL non può non farsi carico del “grido di dolore” di questo medico il quale urbi et orbi comunica la sua condizione di assoluta stanchezza che non può essere ripagata da artifici deliberativi che con il “vil denaro” intendono lenire un raro esempio di abnegazione professionale.

Bisogna rapidamente intervenire prima che sia troppo tardi,  l’ASP non  può approfittarsi della disponibilità  dei suoi figli migliori,  abusando, oberandoli di  lavoro straordinario e reperibilità (passata e presente) facendo passare il tutto quale  attività libero professionale, impedendo di fatto il godimento di riposi e congedi.

A supporto di quanto appena assunto e denunciato da questa Segreteria, riguardo le gravosissime condizioni lavorative del Cordopatri,  giunge lo spassionato contributo (anche se poco centrato sul piano dell’etica e della morale sindacale in quanto assolutamente  carente di visione prospettica nella difesa dei diritti del lavoratore in questione)  esplicitato in un articolo apparso su un gionale on line da  sindacalista zonale  il quale scrive testualmente (errori compresi ) che : “…il dr. Cordopatri è l’unico primario disponibile 24 ore su 24 , è l’unico primario che lavora di giorno e di notte, ha fatto un enorme sacrificio personale e famigliare, lavorando di mattina, pomeriggio e notte negli ospedali spoke di Polistena e Locri; ha garantito la continuità assistenziale in servizio attivo e in pronta disponibilità notturna e festiva in tempi non sospetti, in silenzio e con grande abnegazione come medico e come primario., garantendo le prestazioni in silenzio e senza nulla chiedere dal 16 agosto al 16 dicembre. Nei due ospedali di riferimento. Insomma un professionista unico nel suo genere (nessun primario lavora di notte in servizio attivo o in pronta disponibilità)…”.

Questa articolo redatto dal sindacalista di zona, anche se poco lungimirante, ha il pregio di certificare ed attestare che le condizioni  lavorative del dirigente medico si sono svolte e continuano a svolgersi in un contesto di palese illegittimità ed a ritmi sovrumani con carichi di lavoro che se protratti nel tempo rischiano di inficiare l’equilibrio psico fisico necessario ed indispensabile all’esercizio della professione medica, così delicata e strategica specie nel campo della diagnostica.

Si chiede pertanto alle SS.LL. di accertare quanto testè denunciato e sanzionare i colpevoli, nel superiore interesse della salute dei medici in generale e del dott. Domenico Antonio Cordopatri in particolare che, a notte fonda, scrive sui social media di essere in ospedale.

 

La segreteria Provinciale

*Nuccio Azzarà   *Nicola Simone *Francesco Politanò

 

 

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