2 Dicembre 2020

“Quando si discute di agricoltura in Calabria spesso non viene adeguatamente considerato il fatto che il nostro sistema agricolo, più di quello di altre regioni, è particolarmente complesso ed è fortemente integrato con altri elementi territoriali”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale delegato all’Agricoltura, Mauro D’Acri. “L’agricoltura calabrese, spesso analizzata e declinata in ragione delle filiere produttive e della Superficie Agricola Utilizzata – aggiunge D’Acri – è infatti indissolubilmente legata ai temi della forestazione e del dissesto idrogeologico. Secondo i dati dell’ultimo ‘Inventario forestale nazionale’, la nostra regione dispone attualmente di una superficie forestale pari a 612.931 ettari, suddivisi tra i 468.151 ettari appartenenti alla macrocategoria boschi e 144.781 alla macrocategoria “altre terre boscate. La Calabria, con il 41%, dispone di un indice di boscosità tra i più elevati in Italia, siamo all’ottavo posto dopo Liguria, Trentino, Sardegna, Alto Adige, Toscana, Umbria e Friuli Venezia Giulia; siamo quinti invece per superficie forestale, primi in assoluto nel meridione con 14 categorie forestali. A fronte di questo immenso patrimonio, che determina problemi da affrontare ma soprattutto opportunità da cogliere, la valorizzazione dei boschi è ancora bassa con un prelievo legnoso largamente inferiore alle possibilità e con un utilizzo del legno non sufficientemente ancorato alle produzioni artigianali e di qualità. A tutto ciò vanno aggiunte le considerazioni da affiancare alla filiera legno e cioè quelle relative ai prodotti del sottobosco, alla tenuta idrogeologica del territorio, all’impatto turistico determinato da un patrimonio ambientale ‘curato e coltivato’. A tutte queste esigenze risponde in pieno la strategia di intervento elaborata nell’ambito del Piano di Sviluppo rurale 2014/2020 ed in particolare la Misura 8 destinata agli ‘Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste’ articolata in cinque sub-misure di dettaglio”. “Il testo dei bandi, che sarà consultabile sul sito www.calabriapsr.it – dice ancora D’Acri – prevede che le domande, unitamente ai progetti, dovranno essere presentati alla Regione entro 60 giorni mediante una specifica procedura di accesso dal Sistema Informativo Nazionale (SIAN). C’è una disponibilità finanziaria straordinaria, 70 milioni di euro, pari a circa il 70% dello stanziamento assegnato alla Misura 8 per l’intero periodo di programmazione 2014/2020, destinati ad enti pubblici, proprietari di superfici forestali, piccole e medie imprese in forma singola o associata. In particolare, vengono finanziati l’imboschimento e creazione di aree boscate (16.2 milioni di euro), la prevenzione dei danni da incendi e calamità naturali (9,6 milioni di euro), il ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici (12.7 milioni di euro), gli investimenti diretti ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali (14 milioni di euro), gli interventi in tecnologie forestali, trasformazione, mobilitazione e commercializzazione prodotti forestali (17.9 milioni di euro). Inoltre va specificato che in linea agli indirizzi della legge forestale regionale n. 45 del 2012 ed al fine di promuovere ed incentivare la gestione forestale sostenibile, la Misura 8 sostiene il costo per la redazione dei Piani di Gestione forestali sia sulle proprietà pubbliche che su quelle private oltre i 100 ettari”. “Senza cedere a facili trionfalismi – prosegue il consigliere delegato all’Agricoltura – possiamo dire che daremo inizio ad un decisivo intervento economico, finanziario e progettuale nei confronti delle aree interne e della montagna calabrese. Questo è senz’altro il primo passo per rendere concreto ciò che da anni viene inutilmente ripetuto e cioè rendere produttiva, e sotto innumerevoli profili, la forestazione calabrese. Immediatamente dopo la pubblicazione dei bandi, cosi come da loro specifica richiesta, avvieremo un serrato confronto con le organizzazioni sindacali con le quali cercheremo di definire e condividere una strategia complessiva che tenga conto delle possibilità offerte dal Psr e di tutte le altre iniziative che è giusto e necessario assumere. Per il sistema agricolo, agroalimentare e forestale calabrese, come ho più volte sottolineato, non servono proclami, non sono utili dichiarazioni roboanti, non sono costruttive le semplici e sterili rivendicazioni; occorre invece la responsabilità dell’ascolto, la capacità progettuale, la condivisione di percorsi che vadano incontro alle esigenze del territorio e delle imprese”.

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