Mar. Mag 18th, 2021

Se aiuteremo la nostra terra, essa sopravviverà: Claudia, Pasquale e Condojanni. non permettiamo che il sogno muoia.
Ha perle impensate e pressoché sconosciute al grande pubblico la nostra Locride. Ha dei borghi nascosti e pittoreschi che se dislocati in altri luoghi ne farebbero la ricchezza. E la parte antica di Condojanni, adagiata lassù su un montarozzo sovrastante un panorama mozzafiato, che va da Roccella a Capo Bruzzano, è una di queste perle che creduta ormai morta, torna a rivivere grazie a Claudia e Pasquale Caminiti che vi hanno investito il loro amore per la nostra terra con una abnegazione davvero fuori del comune.
Distante due o tre chilometri dal mare e con alle spalle le fascinose montagne aspromontane, è bella Condojanni dormiente di notte lassù su un crinale con le ormai vuote case sistemate a ferro di cavallo e con al centro la stupenda piazza Uria. E’ fiabesca Condojanni quando i venti invernali soffiando da Montalto annunciano la prossima neve e le stelle sembrano più vicine che in ogni altro posto del mondo. E’ triste, però, Condojanni quando ne percorri i vicoli di notte e qualche luce accesa qua e là nelle rare case ancora abitate ne accentua l‘incommensurabile solitudine, tipica dei paesi agonizzanti.
Ma da un po’ di tempo a questa parte, grazie a Claudia e Pasquale, il borgo fornisce evidenti segni di resurrezione. I due, puntando sulla cultura e sul turismo, superbamente supportati dalla nostra arcaica gastronomia, hanno avviato delle interessanti attività che tutti noi Locridei abbiamo il dovere morale – se davvero vogliamo bene alla nostra terra, se davvero vogliamo evitarne la scomparsa – di sostenere.
Rivitalizzata da questi due intrepidi pionieri, esposta al sole dall’alba al tramonto e con la torre d’avvistamento ed il castello messi lì far da chioccia alle povere casupole, Condojanni vive un notevole fermento culturale, grazie anche ai pochi residenti rimasti ed alla nascita di associazioni, soprattutto la Condokore che in collaborazione con Gròmu e Arangara bar, sostengono e organizzano durante l’arco dell’anno parecchi eventi culturali.E tutto ciò in un alone fiabesco che odora di classica antichità. Per cui quando ci vai a mangiare con quel mare immenso di fronte e con quei sapori ti sembra di partecipare ad un simposio con gli antichi greci. Naturalmente tutto questo non avrebbe alcun senso, o ne avrebbe uno molto limitato, se non fosse accompagnato da un’intensa attività culturale che rende il posto molto diverso dagli altri. E poi il silenzio tra gli alberi della notte e le ultime stelle che impallidiscono ai primi lucori dell’alba, rendono ancora più magica Condojanni con le incerte luci delle rare abitazioni simili alle antiche lucciole di una volta.
Ecco in breve il miracolo, l’esempio e il sogno di Claudia e Pasquale Caminiti. E questo sogno non deve morire perché i sogni non muoiono mai. Muore la realtà perché si consuma, si logora, si deteriora e muore quando è arrivata la sua ora. Ma il sogno no: il sogno va ucciso perché muoia ed eterna sarà la sua agonia. Ed allora diamo tutti una mano a Claudia e Pasquale perché se il loro sogno morirà saremo stati anche noi, in parte, ad averlo ucciso.

Mario Nirta

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