‘APEGREEN DRUG’: CHIESTI 200 ANNI DI CARCERE

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Condanne per duecento anni di carcere. A tanto ammonta la richiesta del sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Antonio De Bernardo avanzata al termine della requisitoria del processo scaturito dal maxi blitz ‘Apegreen Drug’. Al banco degli imputati 14 persone che hanno optato per il rito abbreviato. Le accuse variano da associazione mafiosa a contraffazione, traffico di stupefacenti e detenzione di droga. Ipotizzato dagli inquirenti anche un collegamento tra i clan della Locride e della Piana di Gioia Tauro per l’importazione della sostanza stupefacente dal Venezuela.
In forza delle risultanze acquisite nel corso delle indagini condotte dalla Polizia di Stato che hanno portato all’operazione di un anno fa sarebbe stata registrata la continuità e l’assiduità dei rapporti tra i membri, evidenziati dai numerosi contatti tra di loro, la materiale partecipazione alla fase esecutiva dei numerosi reati portati a termine, l’elaborazione e l’adozione di un linguaggio convenzionale comune e, infine, un luogo unico di incontro tra i partecipi, ovvero la lavanderia Apegreen di Commisso Giuseppe. E’ proprio all’interno di tale lavanderia, infatti, che le cimici piazzate dall’antimafia hanno captato ore ed ore di dialoghi utilizzati anche in altre inchieste antindrangheta.
Fissata per il 28 febbraio l’udienza in cui si alterneranno le difese.

ALESSANDRA BEVILACQUA

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