BENESTARE. QUANDO IL RITO DEL PANE DIVENTA UNA SCHIAVITÙ

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La tradizione del pane continua a Benestare, in occasione di trigesimi e anniversari di defunti. Nemmeno l’impellente bisogno di fondi per rintuzzare le casse asfittiche della Chiesa Matrice, in via di ristruttirazione, è bastato per far abolire una tradizione ormai superata dal tempo e dalle mutate condizioni della vita.

Quando la tradizione diventa dipendenza, o schiavitù, potremmo facilmente parafrasare, se ancora in questo terzo millennio, le famiglie, per onorare la… memoria dei morti, sono costrette a spendere, per ogni decesso, dalle 1500 alle 2000 euro, dovendo restare fedeli alla tradizione che ogni messa celebrata (fra trigesimo e i due primi anniversari in media) bisogna offrire in media sei/settecento pani da mezzo chilo al prezzo di un euro cadauno. Questo, perrmettetemi, non è cattolicesimo, ma paganesimo, anzi sottocultura. Che significa “cultura scadente per effetto del degrado delle forme culturali originali”. A Benestare i secoli passano invano!

FRANCO BLEFARI

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