Il Capo dello Stato Mattarella all’Unical: “Cultura, il Sud è essenziale e decisivo”

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Nell’Aula Magna dell’Università gremita, è arrivato il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Accolto dal coro dell’Ateneo, è iniziata la cerimonia

RENDE (CS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato all’Unical per partecipare alla cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico. Il Capo dello Stato è accompagnato dai ministri dell’Interno Marco Minniti e della Pubblica istruzione Valeria Fedeli, dal sottosegretario all’Economia Tonino Gentile e dalla presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi. Mattarella è stato accolto dal Senato Accademico e dal coro dell’Ateneo. Alla cerimonia sono presenti governatore Mario Oliverio, numerosi sindaci tra i quali Mario Occhiuto e Marcello Manna, di Cosenza e Rende, ma anche il segretario del Partito democratico della Calabria Ernesto Magorno e la deputata del Pd, Enza Bruno Bossio.

“La Calabria, prima della nascita delle sue attuali tre università, ed in particolare di questo ateneo, rappresentava una regione che potremmo paragonare ad un terreno desertico, dove non cresceva nulla per mancanza di un suolo fertile. Era necessario preparare il terreno per la semina, per offrire ai giovani la possibilità di crescere in un ambiente produttivo”. Lo ha detto il rettore dell’Università della Calabria, Gino Crisci, nel suo intervento in occasione dell’inaugurazione dell’Anno accademico alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Crisci ha ripercorso la storia dell’ateneo ed “il suo ruolo attivo nel processo di sviluppo della Calabria e del Meridione. Un presidio culturale che ha consentito di accedere al sapere anche ai giovani delle famiglie di ceto medio-basso, in una fase storica in cui lo studio era legato al censo, come ripeteva più volte il primo rettore, Beniamino Andreatta, del quale – ha ricordato Crisci – ricorrono i dieci anni dalla scomparsa ed al quale è dedicata l’Aula magna che ci ospita. Molto si è investito nella internazionalizzazione del nostro ateneo e abbiamo assistito ad un aumento del numero di iscritti stranieri che conferma il trend costantemente positivo degli ultimi anni. Le domande di ammissione sono passate da 440 a 585, in prevalenza in arrivo dall’Asia e dall’Africa, ma anche dall’America e dall’Europa. Al di là dei numeri ognuno di questi ragazzi rappresenta una testimonianza di vita che ci arricchisce, favorendo la nostra stessa propensione allo scambio culturale”.

Il Rettore ha ricordato il bando realizzato insieme al Ministero degli Interni ed alla Crui, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, per mettere a disposizione 10 borse di studio per studenti con asilo politico o protezione sussidiaria. “L’Unical non è un’isola – ha sostenuto Crisci – anche nel rapporto con gli enti pubblici. E’ stato recentemente sottoscritto un accordo di programma con la Regione Calabria per un progetto strategico di alta formazione, con un investimento complessivo di 128 milioni di euro di risorse del Por Calabria 2014/2020”.

In chiusura il rettore ha richiamato l’attenzione del Capo dello Stato sul taglio del Fondo di Finanziamento ordinario e sulle modalità di ripartizione delle risorse che penalizzano, a suo giudizio, le università meridionali. “Una parte significativa del fondo – ha detto Crisci – continua ad essere assegnata non tanto guardando alle esigenze delle università o alla qualità della didattica e della ricerca, ma su una base ‘storica’ rispetto alla quale gli atenei più giovani, come il nostro, risultano sistematicamente penalizzati. Non ci fa paura la competitività, né la sfida con gli altri atenei, ma una gara si fa partendo tutti dalla stessa linea e non 50 metri dietro rispetto agli altri”.

Mattarella: “Mezzogiorno è essenziale e decisivo”

Un breve discorso a braccio invece, quello del Capo dello Stato, rispetto alle otto pagine del rettore Crisci. Mattarella, ha ricordato i fondatori dell’Università, in particolare la figura di Beniamino Andreatta che ha definito un uomo eclettico; poi ha parlato dell’importanza della cultura ed ha ringraziato l’Università per l’impegno profuso ed importante per un territorio come il nostro. “La cultura – ha detto – passa attraverso il futuro della nostra terra e del Paese, ed il ruolo del Mezzogiorno è essenziale e decisivo“. “Dalla cultura, da cui deriva non soltanto la spinta, le capacità per impegnarsi nella vita sociale, deriva anche una grande concezione rigorosa di legalità e anche la possibilità di immaginare, progettare, suggerire indicazioni anche generali di comportamento alle istituzioni”.

Applausi per Domenico Tulino, presidente del Consiglio degli studenti dell’Universita’ della Calabria

“Come e’ possibile che il dibattito politico, da circa un decennio, si concentri in modo infruttuoso e demagogico sulla legge elettorale senza trovare la soluzione necessaria? Perche’ non suscita lo stesso interesse e la stessa attenzione politica il dramma dell’abbandono scolastico, della fuga dei cervelli, della disoccupazione giovanile?”. Questo l’intervento di Domenico Tulino, che ha parlato nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo nel campus di Arcavacata di Rende, alle porte di Cosenza, dove e’ presente anche il Capo dello Stato. Tulino è stato applaudito per aver sottolineato quanto la politica sia impegnata più per la legge elettorale che per garantire un maggiore sviluppo della cultura e dell’Università nel nostro Paese.
Nel corso della cerimonia e’ intervenuta anche Paola Dodaro, rappresentante del personale tecnico e amministrativo, che ha sottolineato come il processo di didattica e di ricerca sia a rischio per gli atenei italiani, “in particolar modo per quelli del Meridione, alla luce del contesto socio-economico di riferimento che obbliga – ha detto Dodaro – inevitabilmente alla sopravvivenza”
Anche uno studente proveniente da Aleppo da cui è fuggito tre anni fa, ha portato la sua testimonianza ed ha raccontato quanto sia stato per lui importante, poter continuare i suoi studi all’Unical dopo essere stato costretto a scappare dal suo Paese. Con lui anche la moglie, anche lei studentessa. “Aleppo è uno dei punti più alti della storia della civiltà e umana ed esempio di convivenza. Ed è un segno deprimente di questi tempi come sia potuta diventare vittima intolleranza e violenza” – ha dichiarato il Capo dello Stato prendendo spunto dall’intervento, dello studente siriano originario di Aleppo.
Bashar Swaid, siriano, rappresentante della comunità degli studenti internazionali ha raccontato: “Non è stato facile venire qui – ha detto Swaid  – e non dimenticherò mai gli sforzi enormi che sono stati fatti per me dall’Ufficio Internazionale e dal Centro residenziale per facilitare le procedure del mio arrivo. Ma ce l’ho fatta. E, successivamente, la mia gioia è stata ancora più grande quando ho potuto riabbracciare mia moglie Hadya, anche lei oggi studentessa, e Luna e Ahmad i nostri splendidi bambini. Anche loro due qui sono felici e studiano con i loro compagni italiani. Grazie all’Università della Calabria ho ottenuto l’iscrizione all’Ufficio europeo dei brevetti e depositato il mio primo brevetto che riguarda un innovativo sistema generativo sviluppato con i miei tutor. A tre anni dall’inizio di questo percorso, guardo alla possibilità di tornare ad Aleppo per contribuire alla ricostruzione di ciò che è stato distrutto dalla guerra”.

Il Ministro Fedeli: Abbiamo bisogno di una qualità della formazione universitaria

“Qualità della formazione che sia estesa anche al Sud, perché è una delle caratteristiche per la promozione di un territorio e per uno sbocco lavorativo”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Valeria Fedeli, parlando con i giornalisti a Rende a margine della cerimonia d’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università della Calabria. “Un dato interessante e significativo dell’Università della Calabria – ha aggiunto il ministro Fedeli – è la presenza di tanti studenti stranieri, provenienti in particolare dai Paesi delle sponde del Mediterraneo. Caratteristica che va sostenuta, perché in fondo l’internazionalizzazione è il segno della qualità delle nostre università, e di questa in particolare”.

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