Gioco Online e Racket: 46 arresti in 7 Province. C’è anche il figlio di Sandokan

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I Carabinieri di Casal di Principe (Caserta) hanno eseguito 46 misure cautelari nei confronti di 46 indagati ritenuti appartenenti a clan dei Casalesi. I provvedimenti sono stati eseguiti nelle province di Caserta, Napoli, Benevento, Viterbo, Parma, Cosenza e Catanzaro.

Tra i destinatari anche l’ex boss Francesco Schiavone, detto Sandokan, e il figlio Walter.

Il giovane Schiavone non è accusato di avere ereditato il ruolo di capo per tanti anni spettato a suo padre, ma di aver ritirato lo “stipendio” dal clan. Lo racconta il pentito Raffaele Venosa e c’è un’intercettazione in cui si parla di una somma di circa 8mila euro. Ha rivelato tutte le attività illecite del clan che andavano dalle estorsioni allo spaccio di droga, dal riciclaggio al poker on-line.

Arrestata anche la moglie del ras Salvatore Canti ello.

La fazione decimata è quella degli “Schiavone-Venosa”, che si occupa, tra l’altro, del racket delle slot macchine che imponeva agli esercenti, e dal quale, è emerso secondo le indagini, che i malviventi incassavano quasi il 60% dei guadagni. Il sodalizio agiva prevalentemente nei Comuni dell’Agro Aversano in provincia di Caserta. Le misure cautelari sono state emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano.

Tra i collaboratori ascoltati nel corso delle indagini c’è Yuri La Manna, pentito che sta ricostruendo il “doppio gioco” delle famiglie criminali di Maddaloni, in affari sia con i Casalesi che con i Belforte di Marcianise.

Gli indagati rispondo di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno, ricettazione, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni.

Gli episodi contestati risalgono a tempi molto recenti. Le indagini hanno infatti coperto un periodo che va dal 2011 al maggio del 2015.

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