Ven. Mag 14th, 2021

Nelle 22 pagine della relazione con
cui la Corte dei Conti ha bocciato
il piano di riequilibrio finanziario
presentato dal Comune di Locri un
corposo paragrafo è dedicato ai debiti
fuori bilancio, per cui i magistrati
contabili hanno rilevato «gravi criticità
» sintetizzate in sei punti: «pagamento
parziale di quelli antecedenti
all’esercizio 2015 (non è quantificabile
la parte rimanente per incompleta
risposta da parte del Comune); pagamento
parziale di quelli relativi agli
esercizi 2015 e 2016 (restano ancora
da pagare 433.745 euro per il 2015 e
436.618 euro per il 2016); assenza di
accordi con i creditori per la maggior
parte dei debiti fuori bilancio indicati
nel piano di rientro; presenza di debiti
fuori bilancio inseriti nel piano
di riequilibrio ma non ancora riconosciuti,
pertanto da finanziare (per
un importo di euro 86.754); presenza
di ulteriori debiti fuori bilancio da
riconoscere, successivi alla redazione
del piano di riequilibrio; presenza
di debiti derivanti da contenzioso
conclusosi sfavorevolmente per il
Comune, non quantificati». Per la
Corte dei Conti «Il Comune non
ha fornito i chiarimenti chiesti sulle
incongruenze rilevate per i debiti
riconosciuti nell’esercizio 2014». I
giudici contabili hanno quindi chiesto
all’Ente «Di comunicare se gli
importi imputati agli esercizi 2015 e
2016 siano stati liquidati, specificando
la somma pagata e eventualmente
da pagare per ciascun debito, nonché
se è stata convenuta con i creditori la
rateizzazione. Il Comune – annota la
CdC – ha semplicemente comunicato
di aver effettuato pagamenti in relazione
ai debiti fuori bilancio riconosciuti
nell’esercizio 2015 e nell’esercizio
2016 in misura inferiore a
quanto programmato, senza indicare
nel dettaglio, come chiesto dalla Sezione,
i pagamenti effettuati e da effettuare
per ciascun debito». Esaminando
i dati complessivi delle entrate
correnti dell’esercizio 2016, comunicati
dal Comune in sede istruttoria,
«Le riscossioni totali delle entrate
correnti, al 30 novembre 2016, ammontano
a euro 4.04.657 su accertamenti
di euro 7.081.215, con una percentuale
di riscossione del 57,10%.
La bassa riscossione delle entrate
correnti si ripercuote sui pagamenti
delle spese della medesima natura.
Difatti, con riferimento alla spesa
corrente, in base ai dati trasmessi
dal Comune, da un lato si attesa la
riduzione degli impegni negli esercizi
2014, 2015, 2016 pari rispettivamente
a euro 10.228.00, 11.433.958,
7.993,732. Dall’altro si rilevano le
gravi criticità in merito ai pagamenti
effettuati, nonostante l’Ente abbia
ricevuto le anticipazioni di liquidità
previste. Nello specifico, i pagamenti
relativi alla spesa corrente non raggiungono,
nel triennio in esame, il
50% dei rispettivi impegni. Ciò – si
legge nella relazione – conferma la
crisi di liquidità dell’Ente che non
riesce a far fronte al pagamenti dei
debiti nonostante l’anticipazione di
liquidità. I residui di parte corrente
iniziali totali risultano riscossi in
misura pari al 18% nel 2014, 15% nel
2015 e 9,74% nel 2016. Sebbene la
riscossione in conto residui presenta
margini di miglioramento rispetto
all’esercizio 2015, resta comunque
bassa la realizzazione delle stesse
(25,70% nel 2016 e 22,57% nel 2015).
Con riferimento ai residui passivi la
capacità di smaltimento nel triennio
resta bassa e risulta in peggioramento
nell’esercizio 2016». La Corte
dei Conti rileva inoltre «Il mancato
rispetto della tempistica per la contrattazione
integrativa in modo reiterato,
che, invece, deve essere attivata
necessariamente in anticipo rispetto
all’inizio dell’esercizio finanziario
di riferimento». Conclusione sulle
società partecipate. «Al 31 dicembre
2015 non è stata effettuata la ricognizione
dei crediti e debiti, né l’Ente
ha fornito motivazioni sufficienti in
merito a tale mancanza».

Ilario Bali

(Cronache delle Calabrie)

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