Pd:Bevacqua,Franceschini colto rischi corsa verso precipizio

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“‘Non vi chiedo ‘Fermatevi’, vi dico ‘Fermiamoci’. Le parole pronunciate da Franceschini sono, ancora una volta, quelle che meglio colgono razionalmente il momento e i rischi evidenti di una folle corsa verso il precipizio. L’odierna assemblea nazionale del PD, ha visto gli interventi di tanti autorevoli esponenti del partito, caratterizzati da un forte e reiterato appello all’unità: ebbene, io credo meritino una riflessione ben ponderata e più approfondita da parte di chi pensa di mandare tutto a carte quarantotto. Il PD è nato da un progetto alto e innovativo, capace di cogliere e rielaborare le sfide della modernità, capace di coniugare le istanze delle diverse anime del riformismo italiano”. Lo sostiene, in una nota, il consigliere regionale del Pd Domenico Bevacqua. “La scissione – aggiunge – non è un gioco a somma zero: la perdita si riverserà su tutto il campo progressista, davanti all’allegro gongolare dei peggiori e aggiornati rigurgiti degli incubi novecenteschi. Ricatti e minacce sono frutto di una miopia che non riesce a guardare oltre il ristretto orizzonte del proprio naso. Il PD c’è, non si torna indietro. Tantomeno si può accettare lo sconcertante spettacolo quotidiano di una litigiosità che, sovente, appare pretestuosa e centrata sui personalismi più che sulle idee. C’è da discutere? Si discuta: approfonditamente, liberamente, com’è nel nostro DNA. Ma, a un certo punto, si decida, senza continuare ad accampare scuse e pretesti. Non ci sono motivi di merito per decidere di andare via: nulla, in Italia, somiglia, anche lontanamente, alla democrazia interna garantita e perseguita da questo partito”. “Fermiamoci, dunque – dice ancora Bevacqua – senza se e senza ma. Non chiedo la rinuncia a portare avanti ognuno le proprie ragioni, tutt’altro: mi appello al rispetto verso il nostro popolo, che ci considererà tutti colpevoli e nessuno innocente. Ma la responsabilità, quella vera, quella storica, sarà di coloro che avranno voluto continuare a urlare, restando sordi al richiamo all’unità e a quelle profonde ragioni dello stare insieme che sono la linfa vitale di cui si nutre e da cui prende forma e corpo un partito come quello di cui facciamo parte”.

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