Prossime elezioni a Gioia Tauro: Alessio e Zagarella si scaldano i motori e Pedà ?

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Il 28 maggio o  il 4 giugno si tornerà a votare per il rinnovo amministrazione comune di Gioia Tauro dopo la sfiducia al sindaco Giuseppe Pedà, e intanto sono già pronti per la campagna elettorale Aldo Alessio e Nicola Zagarella.

Città futura ha aperto la campagna elettorale

All’inaugurazione della sede erano presenti molti esponenti degli altri schieramenti

Hanno infatti partecipato all’inaugurazione gli ex consiglieri Giulio Ranieri e Giuseppe Cammareri, l’ex presidente del consiglio Santo Bagalà, l’ex assessore Toscano che nei prossimi giorni dovrebbe annunciare la sua candidatura a sindaco e alcuni esponenti del centrodestra.

«Questa sede – ha detto nel suo intervento la coordinatrice di Città futura – vuole essere una fucina sociale di idee e progetti che comporranno il nostro programma elettorale grazie al contributo dei cittadini che vorranno dare il loro apporto nel corso degli eventi che organizzeremo su tutte le questioni cruciali per la città».

Prima del taglio del nastro della nuova sede è intervenuto anche Aldo Alessio. L’ex sindaco ha iniziato ringraziando i militanti di città futura per averlo spinto a ricandidarsi, ha spiegato il senso del nuovo approccio tra gli avversari politici, spiegando che se su alcune questioni ci sono programmi convergenti si può fare dopo le elezioni una lotta unitaria su quel tema e che sarebbe utile scontrarsi e confrontarsi sulle questioni senza mai scadere in attacchi personali.

Alessio ha fatto anche un passaggio sulle ultime operazioni della Dda che hanno riguardato Gioia Tauro e ha spiegato che è necessario fare sempre le opportune distinzioni tra chi opera nella legalità e nella trasparenza e chi invece si è piegato ai poteri criminali.

Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato anche il coordinamento di città futura composto dall’ex vicepresidente del consiglio comunale Francesca Altomonte, da Antonio Calarco, Carmelo Caratozzolo, Vincenzo Filippone, Nunzio Gentiluomo, Francesco Ierace, Rocco Italiano, Leandra Maffei e Sabina Ventini.

Zagarella ha annunciato la sua candidatura

Nicola Zagarella ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco di Gioia Tauro.

La sua decisione è stata annunciata ieri sera, nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato il senatore Nico D’Ascola, presidente della Commissione Giustizia, e Pasquale Imbalzano, consigliere comunale di Reggio Calabria.

Ad introdurre l’incontro con i cronisti è stato lo stesso Zagarella, fondatore del movimento “Città vivibile”, sodalizio politico con cui si riproporrà, supportato da Area popolare, alla guida del Comune di Gioia Tauro.

«Bisogna partire dalla macchina burocratica dell’ente – ha detto Zagarella – che deve essere responsabilizzata e riqualificata. Purtroppo, al Comune – con le dovute eccezioni – c’è gente impreparata, c’è del personale inadeguato, che non può e non sa dare risposte ai cittadini. E’ impensabile – ha chiarito – che debbano essere il sindaco, gli assessori e i consiglieri a occuparsi personalmente delle buche sulle strade o di altri problemi del genere. Un’amministrazione efficiente – ha ribadito – deve poter contare su uffici che funzionino».

Dopo una breve cronistoria dei suoi venticinque anni di militanza politica, il candidato sindaco ha evidenziato le grandi problematiche che attanagliano la città e il comprensorio, spaziando su ambiente, raccolta rifiuti, sanità, porto, lavoro e legalità.

«Nel nostro movimento – ha proseguito – ci sono persone che hanno esperienza e che, sicuramente, sono capaci di affrontare le emergenze del territorio». Da parte sua Pasquale Imbalzano ha espresso piena condivisione alle linee programmatiche di Zagarella, affermando che «questo incontro serve ad aprire un nuovo confronto sul ruolo strategico di Gioia Tauro».

Dopo un breve saluto dell’ex consigliere regionale Candeloro Imbalzano, che ha posto l’accento sulle peculiarità progettuali di Area popolare, ha preso la parola il senatore D’Ascola, che si è detto d’accordo con Zagarella sulla necessità di riqualificare gli apparati burocratici. «Questo è un problema atavico – ha asserito – che riguarda tutti gli enti, soprattutto nei contesti meridionali. Qui, difetti antropologici, cioè la tolleranza di persone che non intendono prestare il servizio pubblico cui sono preposti, una certa ottusità diffusa e quant’altro, provocano disfunzioni che non possono essere più accettate. In questo senso – ha continuato – occorre una rivoluzione culturale».

D’Ascola si è poi soffermato sul ruolo dei cittadini. «Non c’è una buona amministrazione – ha sostenuto – se non c’è una cittadinanza che se la meriti». Il senatore ha insistito su questo punto, aggiungendo che «farei a meno di quei cittadini che si mettono in una posizione comoda di attesa, per vedere cosa fa un’amministrazione, per poi sparare sui primi errori, senza mai contribuire al miglioramento della città». Concludendo, il presidente della Commissione Giustizia ha voluto approfondire le ragioni per cui è nata Area popolare. «Noi – ha detto – abbiamo il pregio di colmare una lacuna presente nel panorama politico attuale e, nello stesso tempo, rappresentiamo la possibilità di godere di uno strumento che consenta un colloquio con quella parte del Paese che non va più a votare».

E Giuseppe Pedà il sindaco sfiduciato si presenterà alle elezioni ? Fonti ben qualificate dicono che potrebbe candidarsi alle Politiche (se ci saranno quest’anno) con il neonato Movimento Nazionale Sovranità di Alemanno e Storace e candidare a sindaco di Gioia Tauro un suo uomo di fiducia (l’ ex assessore Francesco Toscano ?).

E il PD e il M5S ? I democratici cercano di convergere sul nome di Ippolito Scappatura (CGIL) e su altri tre nomi. Mentre il M5S è ancora dubbioso se presentarsi alla tornata elettorale nella città del Porto con una lista e un suo candidato ?

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