Unical, è controinaugurazione: no a Mattarella e alla politica corrotta

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Il prossimo 6 febbraio, presso l’aula magna dell’Unical, andrà in scena l’ennesima passerella istituzionale di una classe politica e dirigente sempre più distante dalle necessità reali di una popolazione che è più che mai esausta ed esasperata.

Un’inaugurazione utile al mero scopo di resuscitare i consensi ormai persi di un rettore sempre più isolato, lontano dalla popolazione accademica e messo all’angolo dagli stessi che lo sostenevano.
Con quale coraggio si può pensare di inaugurare questo anno accademico in pompa magna, quando lo scorso si è chiuso con una situazione disastrosa sia per quanto riguarda i servizi offerti agli studenti, sia per quanto riguarda la stabilità politica e gestionale dell’ateneo? Situazione che quest’anno non sembra affatto migliorare alla luce delle recenti guerre intestine per accaparrarsi le poltrone decisionali più ambite.

Alloggi fatiscenti, servizio mensa e trasporti inefficienti e troppo cari, carenze strutturali di risorse destinate ai servizi per l’accesso allo studio, assenza di spazi di confronto e di gestione partecipata con conseguente poca trasparenze nei bilanci e negli atti amministrativi, didattica profondamente dequalificata – in questo ateneo come in tutto il sistema universitario italiano- impoverita, frammentata e ridotta a mero calcolo economicistico di monte ore di studio domestico e curriculare destinate a ingurgitare nozioni in un percorso di studi non di rado ripetitivo e povero di stimoli al fine di vomitare quanto assimilato in sede d’esame in una corsa al titolo di studi farcita da valori ideologici quali la meritocrazia e la competizione.

Una ricerca sempre più mortificata e svilita dalle stringenti logiche di valutazione di una qualità che non si vuole e non si può perseguire secondo criteri di mera ragioneria che classificano, qualificano e incasellano la ricerca scientifica nel triste meccanismo dell’analisi costi-opportunità col risultato di creare non solo una divisione fra atenei italiani di serie A e di serie inferiori ma riproducendo le medesime classificazioni anche all’interno degli stessi atenei fra dipartimenti tecnico scientifici e a vocazione sociale e umanistica.

Tutto ciò senza entrare nel merito dell’iper-precarietà di chi opera nel mondo della ricerca e delle centinaia di impiegati nel settore tecnico amministrativo, dei bandi di concorso- siano essi per assunzione di personale o per la mobilità internazionale etc- scritti male, con procedure errate e che spesso sono non solo ai limiti della legalità quanto sicuramente inficiati dalla logica di cucirli su misura dei probabili partecipanti.

Tutto questo non si cancella magicamente con un colpo di spugna, né tantomeno con nomi eclatanti a cui il rettore ha pensato “bene” di rivolgersi per l’inaugurazione di questo anno accademico.
La presenza del presidente della Repubblica nel nostro ateneo è uno schiaffo a chi vive i disagi di questa università che si palesa attraverso la militarizzazione di uno spazio che dovrebbe essere autonomo e indipendente e attraverso la spesa pubblica che ne consegue.

Per noi, alla figura di Mattarella nel ruolo che ricopre, va attribuita la responsabilità politica di aver tracciato una chiara continuità al renzismo ed ai diktat imposti dall’Unione Europea, attraverso la nomina di un esecutivo fotocopia del precedente. Ignorando il chiaro dissenso a questo modo di fare politica espresso durante il voto al referendum del 4 Dicembre.

È assurdo che in un luogo che dovrebbe essere autonomo e indipendente, si dia la possibilità di pontificare ad un presidente eletto da un parlamento incostituzionale e che è stato ministro della difesa durante la guerra in Kosovo ed è quindi responsabile, delle azioni criminali commesse ai danni delle popolazioni locali, come i bombardamenti e l’utilizzo di munizioni all’uranio impoverito.

Se è questa la vostra idea di università, la nostra è ben differente e si fa di spazi democratici e condivisione, “contro la meritocrazia per l’autovalorizzazione” ed è per questo che il 6 febbraio durante la giornata dell’inaugurazione dell’anno accademico, presso l’aula SSP1 -cubo 0, si svolgerà, attraverso pratiche di autorganizzazione, la presentazione del premio di laurea Francesco Lorusso, ideato dalla casa editrice indipendente Red Star Press e dal Collettivo Universitario Autonomo Bologna.

Nella stessa giornata, durante l’iniziativa, intitoleremo l’aula allo studente Giulio Regeni, morto in Egitto per mano del Regime militare mentre svolgeva il dottorato di ricerca lavorando al tema delle relazioni sindacali negli anni trascorsi dalla rivoluzione del 2011 ad oggi.

Progetto Azadì

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