Dom. Mag 16th, 2021

Un boss della Piana ha tentato di
uccidersi nella sua cella del carcere
di massima sicurezza di Tolmezzo.
A denunciarlo è il Sappe. Pare che
l’uomo era da poco sottoposto al
regime penitenziario del 41bis, il
“carcere duro”.
È stato salvato dal tempestivo intervento
delle agenti di polizia penitenziaria
che erano in servizio in
quel momento. È accaduto nel primo
pomeriggio di domenica scorsa,
da come rende noto Giovanni Altomare,
segretario regionale per il
Friuli Venezia Giulia, giurisdizione
in cui è compreso il penitenziario,
del sindacato autonomo di polizia
penitenziaria. «Negli ultimi 20
anni – si legge in un comunicato di
Donato Capece, segretario generale
dello stesso sindacato, le donne e
gli uomini della Polizia Penitenziaria
hanno sventato, nelle carceri del
Paese, più di 21 mila tentati suicidi
e impedito che quasi 168 mila atti
di autolesionismo potessero avere
nefaste conseguenze. Il dato oggettivo
è che la situazione nelle carceri
resta allarmante. Altro che emergenza
superata! Contiamo ogni
giorno gravi eventi critici nelle carceri
italiane, episodi che vengono
incomprensibilmente sottovalutati
dall’amministrazione penitenziaria.
Ogni 9 giorni un detenuto si uccide
in cella mentre ogni 24 ore ci sono
in media 23 atti di autolesionismo
e 3 suicidi in cella sventati».
Numeri allarmanti, al di là di
ogni considerazione, quelli denunciati
dal Sappe, spesso ignorati
dalla pubblica opinione, risucchiati
in una sorta di “terra di nessuno”.
Da quanto emerge, il boss avrebbe
tentato l’estremo gesto venerdì scorso,
quando gli era stato applicato
il 41 bis, oltre al trasferimento ad
altro istituto penitenziario, evidentemente
con sezione di massima
sicurezza. L’intervento provvidenziale
degli agenti ha evitato il peggio
e l’uomo né esce indenne e sta
bene, tanto che nelle prossime ore
dovrebbe essere comunque completata
l’assegnazione ad altro istituto,
come già deciso prima del tentato
suicidio.

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