Dom. Mag 9th, 2021

Ennesimo incontro romano, quello in programma stasera, fra i vertici di Ncd e del Pd (malgrado la delicata fase attraversata in via del Nazareno) per capire se alle elezioni del capoluogo si possa riproporre lo schema di un’alleanza che ricalchi l’aggregazione allargata da qualche anno al Governo del Paese. Le intenzioni – serie – ci sono, anche perché il Grande Centro potrebbe vantare numeri formidabili. Un pacchetto di voti tale, insomma, per puntare a sbaragliare i competitor e vincere addirittura al primo turno. L’accordo, pur allettante, resta però complicato. Ma non impossibile, anche perché i rappresentanti (con il senatore Piero Aiello in testa) del Piccolo Centro (ribattezzato così da noi di Catanzaroinforma e formato anche dalla compagine denominata Ricostruiamo Catanzaro) sono in difficoltà con le strategie. O meglio: sanno ovviamente alla perfezione cosa devono fare e dispongono pure di tante migliaia di preferenze, ma che hanno l’obbligo di capitalizzare al meglio se alla fine della fiera correranno da soli. Molti, infatti, anche all’interno delle singole liste di questo schieramento hanno cominciato a fare calcoli, soprattutto se ritengono di poter contare su una quota personale di 400-500 consensi circa. In caso di arrivo al terzo posto, infatti, anche con il “gioco” degli apparentamenti il tesoretto accumulato potrebbe essere gettato via da parecchi candidati forti. Troppe le liste in ballo per riuscire ad applicare, malgrado gli assessorati e i vari posti al sole da assegnare nell’amministrazione, un perfetto Manuale Cencelli di Democristiana memoria. E peggio ancora sarebbe nell’ipotesi di un arrivo al ballottaggio, ma senza la vittoria finale. Ecco dunque spiegato il motivo per cui si sta cercando un accordo a ogni costo. Un patto che, in un modo o nell’altro, accontenterebbe invece tutti. O quasi. Una necessità, dunque, per chi potrebbe passare da un successo in carrozza a una cocente sconfitta, a seconda delle mosse fatte. E sugli altri fronti, che accade? Va detto che intanto appare sempre più lontana la possibilità di uno slittamento delle consultazioni – su cui hanno ragionato nell’entourage del sindaco Sergio Abramo – sulla base di eventuali ricorsi e interpretazioni giurisprudenziali secondo cui si propende per la tesi della partenza della consiliatura dal febbraio 2013 (data delle suppletive) e non dalla primavera 2012. Sembra infatti che “prevalga il superiore interesse del cittadino a votare il prima possibile”, ma si tratta di pareri ufficiosi. Fra le annotazioni di cronaca, tuttavia, c’è anche la possibile candidatura di bandiera di Roberto Rizza che con il suo movimento locale – pur con una connotazione e un’identità ben definita – vorrebbe andare oltre gli steccati ideologici della destra e della sinistra tradizionali al fine di colmare il vuoto creatosi nella politica in generale. Una battaglia durissima, in particolare per chi sa di dover raccogliere con una sola lista poco meno di 3mila voti raggiungendo una soglia attorno al 3%. Ma Rizza è un giovane caparbio e assertore di certi principi, che potrebbe decidere di scendere in campo per affermare le sue idee avendo un megafono e un proscenio come la campagna elettorale incentrata sulle Comunali per farlo. Lo stesso componente della civica assise dovrebbe sciogliere le riserve a fine settimana o, al massimo, all’inizio della prossima. Nel frattempo però dialoga con tutti – in particolare con il centrodestra – per un ingresso nel fronte abramiano.

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