Mer. Gen 20th, 2021

Una strana chiazza nera è
apparsa in questi giorni, davanti
la foce del fiume budello
a Gioia Tauro, la chiazza nera
ed uniforme è emersa proprio
dov’è lo scarico del depuratore
Iam, che in teoria dovrebbe
scaricare a mare acqua bianca
depurata, non tossica, inodore e
incolore». È quanto denunciano
da Valerio Romano, segretario
generale della Filcams Cgil
di Gioia Tauro, che invia anche
una foto a corredo.
«Non si può continuare così –
scrive Romano –, non si può
continuare a nascondere la testa
sotto la sabbia, nell’attesa che le
istituzioni si muovano a tutela
della salute dei cittadini e della
natura che ci circonda. È chiaro
che se quella chiazza, che non
sembra né bianca né depurata,
proviene dallo scarico della Iam
c’è qualcosa che non funziona e
che va rivisto al più presto».
Secondo Romano «è ora di dire
basta, è ora di sostenere e di
obbligare l’impianto di depurazione
a garantire la salute e la
sicurezza pubblica. È ora che la
Regione Calabria, la Città metropolitana
e il Comune di Gioia
Tauro, obblighino l’azienda a
rispettare le regole e le leggi. E
ora di obbligare la Iam a riparare
quello scarico, o quella falla,
che per obbligo imposto dal Comune
nell’allora autorizzazione
rilasciata doveva scaricare a 300
metri dalla costa (oggi dista a
poco più di 100) oppure è necessario
cambiare qualcosa». Poi
l’invito provocatorio all’assessore
Rizzo ed ai dirigenti Iam:
«Li vorremmo portare a pescare
vicino allo scarico. Saranno mai
dei nostri?».

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Di

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