Sab. Gen 16th, 2021

Il rapporto con l’Aon è scaduto nel 2014. Da tre anni si va avanti con semplici lettere. La nuova gara d’appalto resta in stand by. E il colosso assicurativo allarga la sua sfera di influenza anche sulla sanità

Chi “consiglia” la Regione Calabria sui rischi derivanti dalle sue attività? Un broker assicurativo di primo livello: l’Aon spa che tutt’oggi opera pur in presenza di un contratto di affidamento del servizio scaduto nel febbraio 2014. Insomma, da tre anni non si riesce a espletare una gara d’appalto. Succede anche questo nelle stanze del potere della burocrazia calabrese. Altro che rispetto delle norme sull’anticorruzione e la trasparenza, c’è un cortocircuito importante ai vertici dell’amministrazione regionale. E il rischio concreto è quello di aggiungere altri grattacapi.
Quando il contratto con Aon è scaduto – il 7 febbraio di tre anni fa –, la Regione è andata oltre la possibilità di usufruire del servizio per un massimo di 120 giorni (come previsto da una dalle clausole del contratto) per consentire il graduale passaggio di competenze alla stessa Regione o al nuovo broker che si sarebbe aggiudicato il servizio in seguito alla nuova gara. Non bastasse, succede che qualche giorno dopo la scadenza del contratto, l’allora dirigente generale del dipartimento Bilancio, con una semplice lettera, senza adottare alcun provvedimento formale, in dispregio delle norme in materia di contratti della pubblica amministrazione, chieda alla Aon di proseguire il servizio per il tempo necessario all’avvio ed espletamento delle procedure di gara e sino alla aggiudicazione definitiva, quindi, ben oltre i quattro mesi previsti dall’accordo.
Il cerchio, a questo punto, è chiuso: Aon, come era scontato, accetta la prosecuzione e quindi, sia pure con un atto informale, si perfeziona il rapporto, comunque privo di copertura normativa. Da quel momento la società, seppur in regime di proroga, peraltro vietata, continua a essere il broker della Regione e a svolgere i relativi servizi. Qualche esempio: «Analisi e valutazione delle coperture assicurative in essere in relazione allo stato dei rischi esistenti e delle miglio condizioni praticate sul mercato assicurativo; identificazione, analisi e valutazione dei rischi connessi all’attività della Regione Calabria finalizzate alla razionalizzazione delle coperture assicurative, attraverso l’individuazione delle soluzioni maggiormente efficaci ed economiche». Insomma, compiti molti delicati.
Il problema, tuttavia, resta. Come mai non si riesce a portare a termine la gara d’appalto per l’affidamento del nuovo incarico? A maggio dello scorso anno viene approvato con apposito decreto, il capitolato tecnico della nuova gara e nominato il rup, dando mandato alla Stazione unica appaltante di espletare la procedura di gara. Ma da allora nessuna gara è stata indetta e la Aon prosegue nel suo ruolo di broker.
E magari i paradossi fossero finiti qui. Già, perché la Regione Calabria, interpretando, a suo modo, cioè estensivamente, una clausola del contratto originario di appalto (articolo 2, comma 16) che prevedeva la possibilità di chiedere un programma di coordinamento di Risk management che indichi criteri e modalità per la messa in rete degli enti strumentali, dà indirizzo alle Aziende sanitarie e ospedaliere di avvalersi del broker regionale. Sostanzialmente il broker della Regione, senza gara, diventa anche broker della sanità. Tutto viene gestito solo per mezzo di lettere, senza atti amministrativi anche da parte delle Aziende sanitarie. Aon riesce a gestire tutto con un contratto scaduto e prorogato con una semplice lettera. Davvero una procedura sui generis.

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