Mer. Mag 12th, 2021

«Il governo Gentiloni spalleggia il ministro Beatrice Lorenzin, che ignora che Andrea Urbani, sub-commissario per il rientro dal disavanzo sanitario della Calabria, non può fare per legge il direttore generale della Programmazione sanitaria». Lo afferma in una nota la deputata Dalila Nesci, alla Camera capogruppo del Movimento 5 stelle in commissione Sanità. Oggi il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, ha riposto in commissione a un question time dei 5 stelle, illustrato dalla stessa Nesci, sull’inconferibilità o meno a Urbani dell’incarico di capo della Programmazione sanitaria presso il Ministero della Salute. La parlamentare 5 stelle spiega: «Per Faraone è tutto a posto, ma il decreto legislativo anticorruzione fa divieto di conferire ogni incarico dirigenziale esterno, nelle pubbliche amministrazioni, a coloro che nei due anni precedenti abbiano abbiano svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate dall’amministrazione che conferisce l’incarico». «È – spiega la parlamentare – proprio il caso di Urbani, che da più di due anni è sub-commissario alla sanità calabrese e ora si ritrova, nello stesso tempo, al vertice della Programmazione sanitaria». «Inoltre il decreto legislativo anticorruzione stabilisce, tra l’altro, che tutti gli incarichi di vertice nelle pubbliche amministrazioni sono incompatibili con lo svolgimento in proprio, da parte del soggetto incaricato, di un’attività professionale, se questa è regolata dall’amministrazione che conferisce l’incarico. Si tratta della situazione in cui si trova Urbani». «Per il doppio incarico di Urbani – conclude Nesci – esistono dunque le ipotesi di inconferibilità e incompatibilità previste dalla legge. Vista la sordità e indifferenza del governo sul caso, presenteremo un esposto all’Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone e alle Procure di Roma e Catanzaro. Delle due l’una, o la legge vale per tutti, oppure non vale per nessuno».

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