Gio. Mag 13th, 2021

Il governatore Oliverio dopo la visita del capo dello Stato: «Qui vive una comunità aperta ed accogliente che, nella stragrande maggioranza, è composta da uomini e donne oneste e laboriose»

«La presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi, a Locri, fa di questa una giornata indimenticabile». Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. «Una giornata – aggiunge – che assume un’importanza particolare per la Locride e per tutta la Calabria ed il cui ricordo rimarrà indelebile in ognuno di noi. Ringrazio l’associazione Libera e don Ciotti per aver scelto Locri come luogo in cui organizzare quest’anno la XXII Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare tutte le vittime delle mafie. La scelta del capo dello Stato di essere insieme a noi è stata una scelta importante, fortemente desiderata e voluta. Egli è venuto qui non solo per testimoniare e ribadire la sua vicinanza ai familiari delle vittime innocenti della mafia, questa piovra tentacolare e spietata di cui egli stesso ha conosciuto la tracotanza e la spietatezza per aver perso il fratello Piersanti, ucciso da Cosa Nostra il 6 gennaio del 1980, e la cui prematura e tragica scomparsa ha segnato profondamente la sua vita e quella dei suoi familiari, ma per invitarci a tenere alta la testa e a difendere caparbiamente, con orgoglio, la nostra storia, la nostra libertà e la nostra dignità».
«Quella del presidente della Repubblica oggi a Locri – dice ancora Oliverio – è stata, quindi, una presenza tutt’altro che formale o istituzionale. Essa ha rappresentato un segnale forte e carico di speranza per una terra che non sempre ha avvertito la vicinanza dello Stato e delle istituzioni. Mattarella ha scelto di essere oggi, qui, in una città e in un comprensorio che hanno sofferto molto e pagato con il sacrificio dei suoi figli migliori la lotta contro le mafie. Questo territorio rappresenta una parte importante della nostra regione per le risorse che esprime, per la storia e le antiche radici culturali ma, soprattutto, perché qui vive una comunità aperta ed accogliente che, nella stragrande maggioranza, è composta da uomini e donne oneste e laboriose, pronte a perdere la vita per difendere la propria dignità. Questa comunità, che ha potenzialità enormi per rialzarsi e riprendere il cammino, ha pieno diritto di guardare con speranza e fiducia al futuro».

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