Lun. Mag 17th, 2021

E’ con grave preoccupazione che le scriventi RSA apprendono della decisione presa da Alitalia circa il destino dei voli sullo scalo di Reggio Calabria.

Con comunicato stampa datato 8 marzo 2017, Alitalia, interrompendo ogni operazione sullo scalo reggino a far data dal 27 c.m., ha messo fine ai sogni di rilancio dell’Aeroporto “Tito Minniti”. Ricordiamo che è questo il primo aeroporto costruito nella regione e che nel corso dei suoi lunghi anni di storia è riuscito a resistere e risollevarsi persino a seguito di bombardamenti. Oggi, però, sembra volersi arrendere di fronte ad una richiesta di collaborazione e sostegno rivolta dalla sola compagnia area che è stata in grado di mantenere continui e costanti collegamenti col resto del Paese. Richiesta rimasta forse inascoltata dalle autorità a cui la stessa è stata rivolta, o alla quale forse non sono stati dati sufficienti ed incisivi segnali di approvazione e sostegno. Fatto sta che, purtroppo, il 27 marzo si avvicina e con esso sembra incombere inesorabilmente un triste epilogo per un’infrastruttura che dovrebbe invece essere posta al centro dei progetti di sviluppo, ed ancor prima di sopravvivenza, della nascente Città Metropolitana. C’è oggi un clima di profonda apprensione per il futuro dell’intera cittadinanza dell’area dello Stretto che si troverà ulteriormente isolata geograficamente, politicamente e culturalmente, nonché per l’immediato avvenire dei lavoratori del Gruppo Alitalia presenti sullo scalo e dell’intero indotto, che trae linfa vitale dai 56 voli che settimanalmente Alitalia ha fin qui garantito.

I lavoratori, con la definitiva partenza di Alitalia, vedranno volar via il diritto al mantenimento del proprio posto di lavoro, acquisito dopo lunghi anni d’impegno profuso con professionalità, competenza, dedizione ed orgoglio.

Lo stesso orgoglio che oggi, nonostante tutto, li porta ad essere ancora lì, al Tito Minniti, pronti ad accogliere ed assistere tutti coloro che per necessità varie (affari, svago, salute, studio o altro) hanno ancora la fortuna di poter utilizzare questa struttura, per la città e le aree limitrofe assolutamente indispensabile.

Se in futuro ci dovessero essere altre compagnie disposte ad investire sullo scalo reggino saranno le benvenute; è innegabile però che, allo stato attuale, Alitalia da sola garantisce la quasi totalità dei collegamenti da e per l’Aeroporto dello Stretto.

Il presente di questa struttura non può e non deve quindi prescindere dai voli che Alitalia garantirà fino al prossimo 26 marzo. Chi può intervenire per scongiurare tale catastrofe deve farlo, ha l’obbligo morale di salvare i viaggiatori, i lavoratori con le loro famiglie e tutte quelle attività  dell’indotto che ruotano intorno all’aeroporto stesso.

 

 

Reggio Calabria, lì 10.03.2017

    

      FILT CGIL                                            UILT                                                         UGL TA

 

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