Sab. Gen 23rd, 2021

Tre minori avrebbero attraversato i binari in una zona senza passaggi per scattarsi una foto estrema con il convoglio in arrivo. Per il ragazzino non c’è stato nulla da fare. Illesi gli altri due.

Un gioco finito in tragedia. L’incidente che ha coinvolto tre minorenni tutti tredicenni uno dei quali, L. C., è morto investito da un treno a Soverato, stando agli inquirenti, sarebbe stato causato da un selfie scattato mentre il treno era in arrivo e cercando di resistere il maggior tempo possibile sui binari prima dell’arrivo del convoglio.
Un gioco che si è rapidamente trasformato in tragedia quando il treno regionale diretto a Reggio Calabria è sopraggiunto travolgendo il tredicenne di Petrizzi. L’incidente è avvenuto attorno alle 17,30 nel tratto tra Montepaone e Soverato.

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(I vigili del fuoco sul luogo della tragedia)

Secondo i riscontri dei carabinieri, i tre avrebbero attraversato i binari – appunto per scattare il selfie mortale – in un punto dove non esistono passaggi, ma in quel momento è giunto il convoglio. Subito dopo l’incidente i due compagni della vittima, entrambi di Soverato, sarebbero scappati per la paura di quanto accaduto. A riferirlo sono stati i carabinieri della Compagnia di Soverato, che stanno tentando di ricostruire nei particolari la drammatica vicenda e, a questo proposito, hanno ascoltato per diverse ore in caserma i due minori individuati solo in tarda serata.
I militari hanno dunque ritenuto attendibile il racconto fornito dal macchinista del treno investitore che malgrado il suo stato di choc aveva parlato fin da subito di tre persone travolte dal convoglio. Nonostante sul posto fosse rimasto solo il corpo del ragazzino, mentre in un primo momento dei due minori si erano perse le tracce.
Sul luogo dell’incidente, insieme ai carabinieri, si sono recati i vigili del fuoco ed il personale del 118. Mentre a svolgere i primi accertamenti sul corpo del giovane è stato il medico legale Isabella Aquila. Il convoglio è rimasto fermo sui binari per diverso tempo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sulla vicenda la Procura di Catanzaro ha aperto un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Domenico Assumma.

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