Dom. Mag 16th, 2021

Il candidato di “Cambiavento” incassa il sostegno del movimento guidato da Antonello Talerico. Intanto il sindaco punzecchia De Marco: «Perché solo ora si accorge che nella sua coalizione sono presenti “ambienti economici” e consiglieri titolari di pacchetti di voti?»

Si infoltisce la coalizione a sostegno di Nicola Fiorita, candidato sindaco di Catanzaro per il movimento civico “Cambiavento”. Dopo il forfait del candidato centrista Antonio De Marco, la lista civica “Catanzaro 1594” guidata da Antonello Talerico ha deciso di sposare la causa di Fiorita, andando così ad implementare le forze civiche a sostegno del professore.
L’ufficialità all’accordo è stata data alla stampa martedì, nel corso di una conferenza pubblica congiunta di Fiorita e Talerico: «Credo che Catanzaro debba misurarsi in un contesto più ampio rispetto a quello regionale – ha detto il giovane avvocato -, per questo motivo credo che il sostegno a Nicola Fiorita sia la scelta migliore. Per affinità di esperienze con gli esponenti del nostro movimento e per il profilo della sua candidatura, Nicola Fiorita risponde alla domanda di qualità e trasparenza amministrativa che sono fin dall’inizio alla base del nostro impegno», ha detto Talerico.
Soddisfatto anche Fiorita, che con l’accordo ottiene il sostegno di un movimento caratterizzato soprattutto da giovani professionisti e tecnici: «Quello che proponiamo è un cambiamento che fosse credibile, perché è chiaro che tutti parleranno di cambiamento in questa campagna elettorale, ma è una parola che starà male nella bocca di chi finora ha gestito la cosa pubblica. Sono felice che la stessa intenzione sia alla base delle motivazioni che hanno spinto “Catanzaro 1594” a costituirsi e a mettersi in gioco in questa competizione elettorale. Questi due gruppi, quindi, sono quelli che finora hanno attraversato la città, hanno camminato tra la gente per parlare di programmi e ascoltare quali siano i veri problemi dei catanzaresi. Tutto il resto mi sembra chiuso nelle stanze, o meglio nelle case dei candidati sindaco. Da questo incontro è nata quindi l’idea comune di città, mentre gli altri si arroccano su sé stessi. Sergio Abramo dopo un ciclo lungo vent’anni pensa di essere ancora indispensabile per la città, mentre Enzo Ciconte mi sembra abbia scelto questa avventura per dare continuità alla sua carriera politica personale. Intanto però il nuovo si incontra e avanza, il cambiamento è iniziato e lo stiamo avvertendo in ogni incontro che facciamo».
Fiorita, poi, sfrutta l’occasione per una stoccata al centrosinistra: «Ciò che sta succedendo a Catanzaro è esattamente la fotocopia di ciò che è accaduto a Cosenza un anno fa: un assessore regionale costretto a lasciare la Giunta, si candida a sindaco del centrosinistra che sembra pronto a vincere e cambiare la maggioranza; che mette insieme tutto quello che può mettere insieme e libera l’avversario da tutti i pesi che venivano dalla sua amministrazione. Poi perde…».
Intanto, dopo un paio di giorni di riflessione, Sergio Abramo punzecchia Antonio De Marco e coglie l’occasione per attaccare Enzo Ciconte e anche lo stesso Fiorita. Tutto nasce dalle parole che lo stesso De Marco ha pronunciato durante l’annuncio del ritiro della sua candidatura, quando l’ex dg regionale ha fatto riferimento ai consiglieri comunali “detentori” di pacchetti di voti definendoli «cancro per la democrazia e la politica catanzarese» e quando ha addebitato lo smarcamento dell’Udc dalla coalizione al suo sostegno ad «ambienti economici interni».
Quanto a quest’ultimo punto, Abramo sottolinea: «È una verità che avevo anticipato molti mesi fa, quando nel mio messaggio di Ferragosto ai catanzaresi, avevo detto che nei “salotti buoni” della città si stava studiando il modo migliore per mandarmi a casa, probabilmente a causa dei miei molti “no”. Le pesanti ingerenze sulla campagna elettorale si stanno consumando anche con inaccettabili pressioni nei confronti dei miei candidati e delle mie liste».
Nel definire «verità» le parole di De Marco, su entrambi i temi, Abramo però si domanda: «Perché solo ora De Marco si accorge che nella sua coalizione sono presenti “ambienti economici” e consiglieri titolari di pacchetti di voti? Se la sua candidatura non fosse stata silurata, avrebbe detto le stesse cose?».
Così, per Abramo, oltre a questa che considera una contraddizione in termini da parte di De Marco, ne esiste anche un’altra: «La seconda contraddizione, ancora più clamorosa, riguarda la scelta di sostenere l’aggregazione guidata dall’on. Ciconte, dimenticando che su quella via è stato preceduto proprio da coloro che lo hanno scaricato e che ritroverà puntualmente lì. Non ci parli di scelta ideologica il dottor De Marco, perché allora avrebbe potuto, come hanno fatto altre liste dell’ex centro, puntare su una sinistra forse demagogica e inconcludente, ma sicuramente più coerente».

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