Mer. Mag 19th, 2021

Il commissario per il Piano di rientro ha presentato un esposto contro i dirigenti regionali “rei” di non aver proceduto alla pubblicazione del Dca 50. Sulla vicenda potrebbe indagare anche la Corte dei Conti.

Acque agitate nella sanità calabrese. Il maremoto che sin dall’arrivo in Calabria del commissario ad acta per il Piano di rientro Massimo Scura si è scatenato a causa dello scontro con il governatore Mario Oliverio, dopo una fase di correnti sottomarine, ora rischia di rivelarsi in tutta la sua forza anche in superficie. Oggetto del contendere è l’ormai noto Dca 50, il decreto del commissario che, proposto e sottoscritto dal dg del dipartimento Tutela della Salute Riccardo Fatarella, non è stato ancora pubblicato a più di due settimane dalla sua entrata in vigore. Un dettaglio non da poco che, a detta dello stesso Scura, starebbe ingenerando confusione nei dg delle aziende ospedaliere e delle aziende sanitarie calabresi sulla possibilità di renderlo operativo.
E si tratta di un nodo non da poco perché il decreto serve a dare il via alle procedure per l’assunzione di 600 figure professionali in tutto il sistema sanitario calabrese: inutile dire che sarebbero una boccata d’ossigeno non indifferente per un sistema al collasso sotto il profilo dei livelli essenziali di assistenza.
Con i riflettori sul Dca 50 accesi anche dal consigliere di minoranza Wanda Ferro, il commissario Scura sarebbe passato all’attacco presentandosi in Procura per denunciare la mancata pubblicazione del decreto. Nel suo mirino sarebbero finiti quindi i dirigenti regionali: l’ipotesi di reato sollevata da Scura sarebbe l’abuso d’ufficio, ma c’è anche chi ipotizza il danno erariale dal momento che la mancata applicazione del decreto comporta la mancata attuazione di una direttiva europea (n. 2011/4185) per la quale c’è il rischio di pagare multe salate.

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