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ESTRADATO DALLA SVIZZERA IL BOSS LEO CARIDI

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A conclusione delle procedure di estradizione conseguenti ad una proficua collaborazione investigativa fra la Polizia di Stato di Reggio Calabria e quella elvetica, curata a livello internazionale dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), scortato da personale di detto Servizio della Direzione Centrale della Polizia Criminale, è giunto all’aeroporto di Roma-Fiumicino, proveniente da Ginevra, CARIDI Leo detto Lillo, di anni 57, esponente di vertice della omonima cosca mafiosa operante nei quartieri San Giorgio e Boschicello di Reggio Calabria, latitante dal 2014.

Il CARIDI era latitante dal 6 dicembre 2014, ovvero dal giorno in cui si era sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 458/11 RGNR DDA, 303/13 RGT e nr. 998/14 RCC DDA (estesa in campo internazionale), emessa dalla Sezione dibattimentale del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, contestualmente alla condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione per associazione mafiosa, le cui indagini erano state svolte dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria.

Le attività investigative finalizzate alla localizzazione e alla cattura del latitante CARIDI Leo, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotte dalla Squadra Mobile della locale Questura, con il supporto di numerose attività tecniche e la fattiva collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, avevano consentito di individuare il ricercato in Svizzera, dove la Polizia elvetica, lo scorso 3 agosto 2016, lo aveva rintracciato a Ried Brig (Cantone Vallese) e tratto in arresto in conseguenza del suindicato provvedimento restrittivo.

In data 21 dicembre 2011, gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, a conclusione di un’articolata attività di indagine della D.D.A. finalizzata a contrastare le cosche della ‘ndrangheta operanti nella città di Reggio Calabria, oltre a CARIDI Leo, in quel momento reggente dell’omonima cosca, nell’ambito dell’operazione Alta Tensione 2, avevano tratto in arresto anche CONDEMI Domenico, CONDEMI Filippo, CALDERAZZO Rosario, ROTTA Vincenzo e LOMBARDO Vincenzo, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, estorsione e fittizia intestazione di beni.

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurava anche il consigliere comunale di Reggio Calabria Giuseppe PLUTINO, referente politico della cosca CARIDI, ritenuto responsabile del reato di concorso esterno in associazione mafiosa che, in sede di giudizio di appello, veniva riformulato in quello più grave di associazione mafiosa.

Dall’attività investigativa era emerso che la cosca CARIDI aveva il completo controllo delle attività estorsive, accompagnate da danneggiamenti e intimidazioni, poste in essere in pregiudizio soprattutto di commercianti dei quartieri Ciccarello, Modena e San Giorgio Extra di Reggio Calabria.

CARIDI Leo, dopo l’arresto del 21.12.2011, era tornato in libertà il successivo 8 agosto 2013 in conseguenza del pronunciamento del Tribunale del Riesame che ne aveva disposto la scarcerazione. Ma il 5 dicembre 2014, il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Dibattimentale, nel comminare allo stesso la suddetta condanna per associazione mafiosa, in accoglimento della richiesta di emissione di provvedimento di custodia cautelare in carcere avanzata dalla D.D.A. di Reggio Calabria, aveva emesso l’ordinanza nr. 458/11 RGNR DDA, 303/13 RGT e nr. 998/14 RCC DDA che è stata eseguita nella giornata odierna, presso l’aeroporto di Roma-Fiumicino, in esito alle procedure di estradizione dalla Svizzera dove il CARIDI era stato localizzato e arrestato nel corso delle indagini svolte dalla Polizia di Stato.

L’arresto di CARIDI Leo preso l’aeroscalo romano di Fiumicino è stato eseguito dai poliziotti della Squadra di Polizia Giudiziaria della locale sezione di polizia di Frontiera aerea.

Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto alla Casa Circondariale di Roma-Rebibbia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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