Dom. Mag 9th, 2021

L’Istat presenta la nona edizione di “Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, attraverso la quale è possibile capire le differenze regionali, formata da 6 aree e 19 sezioni che spaziano dall’economia alla cultura, dalla famiglia all’occupazione.

La Penisola come sempre si colloca sotto la media europea, ma i dati più preoccupanti sono quelli che emergono in merito al Mezzogiorno d’Italia e soprattutto al Sud, in Calabria, dove l’Istat afferma ci sia l’incidenza maggiore d’omicidi.

Certo nel 2015 i reati risultano essere in calo rispetto all’anno precedente, a diminuire sarebbero gli omicidi volontari, i furti denunciati, soprattutto quelli in appartamento e le rapine. Ma la Calabria sembra essere comunque la regione in cui si uccide di più, su circa 10 vittime di omicidio, 3 sono di sesso femminile e nella metà dei casi l’assassino è il partner o l’ex partner. A livello territoriale il Nord-est presenta la percentuale più alta di vittime fra le donne, ma nel confronto con gli altri Paesi europei l’Italia si colloca in una posizione intermedia, 23esima in posizione, un po’ sotto la media, seguita solo da Polonia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Spagna e Austria.

Un altro calcolo rilevato dall’Istat è quello che riguarda le carceri, il sovraffollamento sarebbe in diminuzione, soprattutto per via delle risorse alternative alla detenzione. In generale nel confronto con i Paesi europei in Italia nel 2016 diminuisce la quota di famiglie che percepiscono un elevato pericolo nella zona in cui vivono.

 

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