Ven. Mag 7th, 2021
Un primo tempo eccellente porta la Reggina avanti di due reti, Foggia riapre la contesa a inizio ripresa, finale al cardiopalma per un successo di platino.

Delle trentadue gare disputate fin qui, quella odierna era certamente quella di maggior peso e valore in ottica salvezza. Vittoria doveva essere, vittoria è stata: finisce in apnea la Reggina, ma resiste sostenuta da un grande pubblico e raccoglie tre punti pesantissimi, capaci di rialzare morale e posizione in classifica. E’ questa, la legge del Granillo, a dover fare la differenza in un finale di stagione che si preannuncia incandescente. Decidono le reti di Botta e Coralli nel primo tempo, accorcia Foggia nella ripresa per il Melfi che, malgrado l’assalto finale, vede interrompersi la propria serie positiva con la Reggina che sale a + 5 rispetto ai lucani e temporaneamente fuori dalla zona playout in attesa delle gare di domani.

LE SCELTE – In un altro momento, il pari raccolto in un campo complicato come il De Simone di Siracusa sarebbe stato accolto con favore. Non oggi, con il calendario che segna – 7 al termine della stagione e la classifica che vede gli amaranto risucchiati nelle posizioni che varrebbero un biglietto per i playout, lotteria folle alla quale è affidata la permanenza in categoria che la Reggina ha il dovere di provare ad evitare. Nessuno, nell’ambiente, dal presidente al direttore, ha potuto evitare di rimarcare l’importanza capitale del faccia a faccia con il Melfi: al Granillo, specie contro le dirette concorrenti, la squadra dello Stretto deve far bottino pieno. Confermato Cucinotti in difesa, a pagare per il rientro di Gianola è De Vito, a centrocampo spazio a Bangu, in attacco Bianchimano è la spalla di Coralli nell’ormai consueto 3-5-2, speculare all’impostazione tattica scelta dall’ex Diana per il suo Melfi.

Squadra in grandissima forma quella lucana che con l’avvento dell’ex terzino amaranto in panchina ha raccolto 3 vittorie e 1 pari in 4 gare, tenendo la porta inviolata e vedendo una decisa impennata alle proprie chance salvezza che sembravano compromesse dopo un filotto di 11 sconfitte consecutive. Al Granillo, dunque, arriva una delle formazioni più in forma del campionato, non se ne accorge nessuno e bisogna dar atto ad una Reggina di aver affrontato un incontro delicatissimo con il piglio corretto fin dal principio.

SBLOCCA BOTTA – Quando pensa in verticale, infatti, la formazione di Zeman non solo è capace di esprimere trame piacevoli ma anche di far male all’avversario. De Francesco accende la miccia, il detonatore è il solito Bangu che quando può agire guardando la porta sa esser devastante, assist per Bianchimano che scarta l’avversario ma vede la sua conclusione a colpo sicuro neutralizzata da un super intervento di Gragnaniello: è il 6′, la rete che sblocca la gara arriva al 12′. Cane sfonda a destra, cross appena arretrato che la difesa gialloverde non riesce a respingere correttamente, si avventa sulla sfera Botta che dal limite conclude con violenza, Gragnaniello stavolta è imperfetto, la palla scivola tra le sue gambe e per pochi centimetri varca la linea di porta rendendo inutile il tap-in successivo di Bianchimano successivo al disperato tentativo del portiere di evitare la rete. Trovato il vantaggio, un minuto dopo Coralli si mette in proprio e con un destro dai 25 metri manda a lato ma raccoglie applausi, non vuole esser da meno un positivo Bianchimano che taglia la difesa avversaria, lavora un pallone, non si fa ingolosire dal comodo appoggio sul compagno di reparto e premia l’inserimento di De Francesco che con il piattone spreca mandando alto da favorevolissima posizione.

RADDOPPIA CORALLI – Vantaggio, dunque, più che leggittimato da una Reggina finalmente capace di applicare una convincente aggressione alta, mantenendo la squadra corta, portando un grande pressing che soffoca la manovra iniziale del Melfi capace di creare i presupposti per esser pericoloso solo su due giocate in ripartenza del proprio uomo di maggiore spessore tecnico, Gammone, neutralizzate dagli attenti Cucinotti e Gianola. Pienamente in controllo dell’incontro, i ragazzi di Zeman si affacciano con regolarità dalle parti di Gragnaniello, Bianchimano ci prova di piede, poi di testa, manda entrambe le volte alto di poco ma dà fiducia a pubblico e compagni che potranno esultare ancora prima dell’intervallo. Angolo calciato da De Francesco, sponda di Coralli,  aggancia Kosnic che viene atterrato: rigore solare, trasformazione centrale del capitano. Coralli fa 13 in campionato, esulta sotto la Sud, raccoglie una maglia del suo compagno Ameth Lo, colpito un grave lutto in settimana, dedicandogli la rete.

RIENTRA IL MELFI – Squadre negli spogliatoi, doppio vantaggio sacrosanto per una Reggina che ha condotto le danze dal principio al termine della frazione e che ha mantenuto a zero la voce tiri subiti. “Così non va”, prende atto Aimo Diana: il suo Melfi sbuca dagli spogliatoi con un nuovo modulo, il 4-3-1-2, ed un attaccante in più, Ciro Foggia. Sarà proprio lui, improvvisamente, a riaprire l’incontro: minuto 58, punizione calciata da De Vena, deviata e poi corretta in rete in mischia. Un minuto dopo il Melfi va vicino al clamoroso pari con un destro di Gammone che si spegne mezzo metro largo. La gara, improvvisamente, conosce un nuovo capitolo contraddistinto da spazi più ampi, ribaltamenti di fronte ed una sensazione tangibile di incertezza cui Zeman prova a rimediare inserendo Romanò e De Vito per Bangu e Cucinotti ad un passo dal 70′.

CARDIOPALMA FINALE – La pressione lucana si attenua, ma non si esaurisce, la Reggina risponde con Bianchimano, sempre nel vivo del gioco: girata dal limite che lambisce il palo. Zeman riconosce l’ottimo stato di forma dell’attaccante scuola Milan e quando al 80′ dà spazio a Leonetti chiama un generoso ed esausto Coralli. La scelta gli si ritorce contro quando a 5′ dal termine lo stesso Bianchimano, solo davanti a Gragnaniello, conclude altissimo, match-point sprecato che obbliga la Reggina ad un finale folle. Quando stanno per scoccare i 5′ di recupero Sala si oppone a Foggia, sul ribaltamento di fronte Romanò indirizza largo di un soffio, ancora spazio per il Melfi, sale anche il portiere ma è Laenza a colpire di testa e far sibilare la sfera appena oltre la traversa.

E’ l’ultimo sussulto. Reggina e Granillo ascoltano il triplice fischio con le braccia al cielo.

(fonte Reggionelpallone.it)
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