Mer. Mag 12th, 2021

Fabio Mammoliti presidente della Pro Loco di locri interviene nell’aspra polemica tra il Sindaco Giovanni Calabrese e il capo dell’opposizione Cavo in merito alla pubblicazione da parte dell’amministrazione comunale del Manifesto con relativa taglia per chi avesse dato informazioni utili per la cattura dei responsabili delle sceitte contro Son Ciotti.  Mammoliti critica l’operato di Calabrese, vediamo uno stralcio:

“Quando l’ambizione e la vanità si amalgamano con arroganza, incompetenza e limitatezza culturale, producono veleno e mistificazione. Quando tutto ciò succede a livello istituzionale il risultato è deviante e pericoloso , con il rischio evidente di danneggiare, con sospetto e spregevoli illazioni, elementi di positiva esperienza politica e sociale di un paese.
Ritengo che Antonio Cavo e i colleghi del gruppo di opposizione al comune di Locri possano a pieno titolo essere considerati come gli interpreti a Locri di una lotta contro l’illegalità amministrativa, contabile e politica e, quindi anche mafiosa. Ciò perchè è la loro vita, la loro esperienza politica, le loro abitudini e le loro amicizie che testimoniano quanto insieme e singolarmente siano dei cittadini modello e persone per bene.
Il tentativo, vergognoso e infamante, di puntare l’indice contro, considerando la loro azione di “facciata”, in occasione della cittadinnanza onoraria a Don Ciotti, è significativo di una volontà disturbata. Disturbata dal desiderio di apparire e posizionarsi come protagosista di una lotta alla mafia che non riguarda solo il singolo ma riguarda tutti. L’appropriazione di una bandiera approfittando di un ruolo istituzionale e cercando di escludere una parte del consiglio comunale, e quindi una parte della società, è quasi oltraggioso, ancor di più rispetto a quanti quel male lo hanno sempre lottato quotidianamente e silenziosamente.
Piena solidarietà al Gruppo Consiliare Impegno e Trasparenza-PD, con invito a continuare nell’azione positiva e costruttiva, di contrasto ad una amministrazione che non sapendo distinguere il bene dal male, rischia di provocare la stessa ingiustizia che persegue la mafia. La mistificazione, la delegittimazione, il discredito e la violenza verbale sono armi utilizzate da malfattori e mafiosi, non da rappresentanti del popolo che intendono essere guardati come tali.”

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