Ven. Mag 7th, 2021

Il ministro dell’Interno ha partecipato, a Reggio Calabria, a un convegno organizzato in vista delle primarie del Pd di domenica: «Il governo ha una grande attenzione verso il Sud»

«Quando un partito ha una leadership giovane e riformista, se la deve tenere. Ha un nome e cognome: Matteo Renzi». A dirlo il ministro dell’Interno Marco Minniti partecipando, a Reggio Calabria, ad un convegno organizzato da “Avanti Insieme – Renzi Segretario”, in vista delle primarie del Pd di domenica. L’incontro, svoltosi in un locale pubblico gremito di cittadini, iscritti e amministratori locali del Pd, presenti il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno e i candidati della mozione Renzi, Marco Schirripa e Paola Carbone, è stato introdotto dal deputato Demetrio Battaglia, coordinatore regionale della mozione renziana. «Domani non si tratterà solo di eleggere il segretario del partito – ha detto Battaglia – ma sarà l’inizio della ripresa del confronto con la società, sempre più complessa, frastagliata e più povera, a cui dare risposte. E domani andremo alle primarie con l’obiettivo di costruire la strada necessaria da cui ripartire e su cui far muovere il Pd».
«Il Pd – ha detto Minniti – è un soggetto politico che finora è stato capace di mettere assieme riformismi provenienti da radici politiche e consuetudini differenti che però avevano in comune la voglia di cambiare la società italiana. Quel progetto di unita’ lo abbiamo portato a compimento e domani con l’elezione del segretario aggiungeremo un ulteriore pezzo di strada. In Europa chi è rimasto ancorato alle vecchie radici è stato messo in crisi dalla velocità degli eventi e noi, con l’appuntamento di domani, dobbiamo invece cogliere la necessità di governare gli avvenimenti e condurli dentro l’alveo della dialettica democratica, liberandoci dalla vetusta consuetudine di guardare il nostro ombelico e tornare, invece, a guardare gli altri, considerando come ineluttabile che il compito di un gruppo dirigente non sia solo quello di realizzare se stesso, ma lavorare quotidianamente per costruirne uno nuovo guardando al futuro». «Il tema della sicurezza e della vivibilità – ha aggiunto – nelle periferie è una questione che riguarda l’intero Paese, e ancora di più il Partito democratico. Nei giorni scorsi siamo stati a Corviale, grandissimo quartiere di Roma, con Matteo Renzi. Ci è stato ricordato da chi abbiamo incontrato che in quel quartiere la maggior parte dei residenti sono persone perbene, mentre il resto vive di violenza e di atti criminali. Ecco perché il tema della sicurezza è profondamente nostro, perché i più esposti sono i ceti popolari. E il Pd non può esistere se non si occupa di costoro e della loro condizione di vita quotidiana perché chi ha tanti soldi riesce comunque a proteggersi anche da solo. Il Paese, senza il Mezzogiorno, non ce la farà e il governo e il Parlamento, con i Patti per il Sud, hanno avviato una forte iniziativa politica e programmatica con gli enti locali perche’ ogni centesimo di euro di queste ingenti risorse sia speso con onestà, rigore e trasparenza per cambiare la vita dei cittadini e soprattutto dei giovani. Sarà – ha aggiunto – un banco di prova per tanti amministratori locali, verso i quali lo Stato, come già avvenuto con il protocollo di intesa con la città metropolitana di Reggio Calabria, siglato anche dalla Prefettura e dalla Procura della Repubblica, mette a disposizione conoscenze e apparati per evitare sperperi e illusioni, come purtroppo avvenuto in passato. Un’esperienza che va allargata, poiché la credibilità di una classe dirigente si misura con la trasparenza degli atti e il rigoroso raggiungimento degli obiettivi. Altre vie non ne esistono».

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