Lun. Mag 17th, 2021

Il nuovo progetto, era iniziato nel mese di gennaio ed ha visto impegnati 28 detenuti della casa circondariale di Locri che per l’occasione si sono trasformati tutti in eccellenti attori. Il corso di laboratorio teatrale, tenuto dal maestro Pino Carella (Associazione Teatrale ATRJ di Roccella Jonica) all’interno dell’Istituto Penitenziario locrese, si è arricchito di un nuovo ed eclatante successo. La rappresentazione di quest’anno infatti non era semplice da portare in scena poiché si trattava de: ” Il riscatto di Adamo nella morte di Gesù Cristo”, di Filippo Orioles, un autore palermitano vissuto nel 700.  Il testo arrivò a Roccella Jonica attraverso un manoscritto denominato “Opera Sacra” del 1877.  Sono molti i roccellesi a conoscerlo. Un copione, dunque, composto in italiano antico, di non facile apprendimento. Alla rappresentazione ha partecipato Elisa Carella, talentuosa attrice ATRJ, che ha interagito con gli attori (detenuti) ricoprendo  il ruolo di Maria (Madre del Cristo). Elisa è stata straordinaria nell’interpretazione del pianto della Madonna di Jacopone da Todi (aggiunto al copione dal fratello Pino). Per l’occasione la colonna sonora è stata realizzata con i testi della tradizione popolare siciliana tradotti in calabrese dallo stesso Carella, musicate dal maestro Cosimo Papandrea e cantate dallo stesso insieme a Manuela Cricelli. Ha presenziato all’evento anche S.E. il Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace Mons. Francesco Oliva. La forza della comunicazione che discende dalla capacità di identificarsi o di scoprirsi attraverso la sola visione di uno spettacolo teatrale rende il teatro non solo uno strumento eccezionale per la diffusione della cultura nella società in generale ma anche uno strumento di riflessione quando il tempo per la riflessione è più ampio come nel caso dell’uomo detenuto. Per questo il teatro diviene anche uno strumento trattamentale per il recluso. Il maestro Pino Carella ha voluto ringraziare la direttrice della Casa Circondariale di Locri Patrizia Delfino, il Commissario della Polizia Penitenziaria, Caterina Pacileo, l’area trattamentale ed il personale del Carcere, Ivana Ferraro per i meravigliosi costumi e tutti i detenuti. Un segnale molto forte di sensibilità nei confronti delle persone in carcere, ma anche di attenzione e vicinanza agli operatori penitenziari che giornalmente assolvono ad un difficile compito che non è solo quello di garantire la sicurezza ma anche di agire sullo spirito delle persone detenute, per far si che possano recuperare i valori smarriti attraverso la commissione dei reati. Gli stessi detenuti hanno inteso ringraziare il maestro Carella donandogli un crocifisso in ferro battuto fatto con le loro mani. Questa iniziativa come tante altre realizzate dagli operatori tutti dell’Istituto Penitenziario di Locri, dagli educatori, dalla Polizia Penitenziaria sono in linea con le azioni e gli Interventi messi in campo dall’Amministrazione Penitenziaria, per portare le nostre carceri ad essere sempre più luoghi che assicurano la sicurezza dei cittadini ma anche rispettosi dei diritti umani e della funzione rieducativa della pena. Si è trattato di uno spettacolo coinvolgente che è iniziato con l’ultimo incontro prima della morte tra il Cristo e la Madre, passando per l’Ultima Cena, Orto di Getzemani, Gesù davanti a Pilato, Crocefissione, Deposizione e Pianto di Maria.

Antonio Tassone

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