Gio. Gen 21st, 2021

L’ex premier prevale nettamente in Calabria. I risultati record di Serra San Bruno e Locri. Il segretario provinciale di Cosenza perde nel suo paese. Oliverio non sfonda a San Giovanni in Fiore. E nei Casali del Manco vince Orlando. I risultati definitivi nel Vibonese, nel Cosentino e nel Crotonese 

Prevale Matteo Renzi anche in Calabria, ma il dato che esce fuori dai gazebo merita di essere analizzato più in profondità. In una domenica scandita da denunce di brogli – a Cariati, nel Cosentino, dove il seggio era stato allestito in un pub privato, sono state addirittura annullate le operazioni di voto – e sospetti, un primo dato appare incontrovertibile: la provincia di Cosenza è quella dove la presenza dei competitor del leader fiorentino si fa sentire di più. Alcuni risultati che arrivano dall’ex rossa Presila sono addirittura clamorosi: è il caso di Pedace, paese dove risiede il segretario provinciale renziano Luigi Guglielmelli, dove vince di misura Andrea Orlando. Il Guardasigilli conquista più preferenze in tutta l’area dei Casali del Manco (il nuovo Comune che sta per vedere la luce dopo il sì al referendum). Orlando vince anche a CoriglianoMontalto Uffugo. Renzi non sfonda nemmeno a San Giovanni in Fiore, nella Stalingrado della Sila, patria del governatore Mario Oliverio. A Rende, vince Renzi ma di pochissimo davanti a Orlando. Stesso discorso ad Amantea, paese dove Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio, vantano un buon numero di fedelissimi. Nella provincia più popolosa della Calabria non sfigura nemmeno Michele Emiliano: il governatore pugliese non va male in alcuni grossi centri come Cosenza (qui Renzi prevale su Orlando 47% a 35%) e Rossano e prevale in alcuni centri (vedi Acquaformosa) dove a sostenere la sua candidatura c’erano i big locali.
In questa che assomiglia tanto a una Caporetto, gli unici sorrisi per i renziani arrivano dall’Alto tirreno cosentino: a Diamante, la città del segretario regionale Ernesto Magorno i voti per il nuovo segretario in pectore sfiorano l’87%, mentre a Cetraro, dove risiede il consigliere regionale Giuseppe Aieta, si va oltre l’83%.
Ma non si tratta di un record. Per avere percentuali ancora più bulgare bisogna scendere più a sud. A Serra San Bruno, per esempio. Nell’enclave del deputato Bruno Censore, la mozione Renzi conquista il 98% (sic!) dei voti validi. Di poco peggio va a Locri (94%), dove in campo per l’ex premier erano schierati l’ex deputata Maria Grazia Laganà e il candidato all’assemblea nazionale Marco Schirripa, e a Polistena (93%).
Buona, per i renziani, anche le performance a Reggio Calabria, la città dei vari Marco Minniti, Demetrio Battaglia, Nicola Irto e Giuseppe Falcomatà: qui la percentuale raggiunta è superiore al 76%. Resta da capire quanto “pesante” sul risultato finale sia stato l’apporto della corrente che fa capo a Sebi Romeo e Nino De Gaetano.
Nella provincia di Vibo Valentia è un trionfo per Renzi: la percentuale finale è dell’85%. Il resto è quasi diviso equamente tra Orlando (8%) ed Emiliano (7%). Un po’ meno il risultato raggiunto nel Crotonese: i voti per l’ex premier sono pari al 79%. Orlando si ferma al 14%, il restante 7% va ad Emiliano. Ma è il dato di Crotone che merita di essere sottolineato: nel capoluogo pitagorico Renzi si ferma al 65%, Orlando cresce fino al 19% ed Emiliano si inerpica al 16%. In ogni caso, la provincia “meno renziana”, così come era successo nel voto tra gli iscritti, si conferma Cosenza: Renzi non va oltre il 62%, Orlando conquista il 27%, Emiliano oltre il 10%.
A Catanzaro il successo di Renzi non è straripante come in altri capoluoghi: 67%. Gli orlandiani portano a casa il 24, mentre Emiliano il 9%. Sorridono i renziani pure a Lamezia Terme dove conquistano il 74,5%. Orlando non va oltre il 19,5% ed Emiliano si ferma al 5,9%.

 

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