Ven. Mag 14th, 2021

Non si è arrestata neppure il giorno di Pasqua la macchina dei soccorritori che a Reggio Calabria accoglie e presta aiuto ai migranti che sbarcano in città. In seicentoquarantanove sono giunti a bordo della nave “Vos Prudence” di Medici Senza Frontiere attraccata nelle prime ore del mattino. In massima parte sono subsahariani, ma anche di origine asiatica, dal Pakistan e dal Bangladesh. Quello di Reggio non è stato l’unico sbarco della giornata, quasi in contemporanea, infatti, sul litorale di Melito Porto Salvo, sono sbarcati 89 profughi, molti dei quali di origine siriana. Sul posto sono intervenuti i carabinieri mentre da Reggio la Prefettura, che aveva allestito il punto di fotosegnalamento e identificazione sulla banchina del porto, ha inviato due pullman per prelevare anche il secondo gruppo di migranti. Ad accogliere i profughi anche il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà, il procuratore generale Luciano Gerardis, l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova mons. Giuseppe Fiorini Morosini e l’assessore comunale alle Politiche sociali ed all’accoglienza Giuseppe Marino.
“Sono migranti che abbiamo salvato due giorni fa, a Nord delle coste della Libia. Molti di loro presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre: feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture”, ha raccontato Michele Trainiti, responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere.
Alcuni feriti per traumi vari sono stati affidati alle cure dei sanitari, così come una donna incinta. Come sempre, infatti, al momento dello sbarco tutti gli immigrati sono stati sottoposti alle cure sanitarie da parte del personale medico presente sul posto. I migranti con patologie cutanee o con pediculosi sono stati prontamente sottoposti alle prime cure presso un’unità mobile di “decontaminazione” fornita anche in occasione di questo sbarco dalla Regione Calabria su richiesta di questa Prefettura. In base al Piano di riparto predisposto dal Ministero dell’Interno, 400 migranti saranno trasferiti presso l’hotspot di Taranto e 50 presso il CARA di Crotone, altri 100 in altre località pugliesi.

ALESSANDRA BEVILACQUA

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