Lun. Mag 10th, 2021

Lo stadio recuperato grazie ai fondi del Dipartimento pari opportunità. Dopo gli splendori nei primi anni Novanta l’abbandono e il degrado.

I ragazzini di San Luca, quando si tratta di accarezzare un pallone non hanno eguali. Sono talmente bravi e talentuosi che l’amministrazione Comunale che guidò il paese a cavallo dei primi anni Novanta, non ci ha pensato due volte a mettere mano a un progetto per un nuovo e comodo impianto sportivo, finanziato dal Coni per un importo pari a 800 milioni di vecchie lire. E come spazio dove ubicare il nuovo impianto sportivo, fu scelto il terreno antistante il torrente Santa Venera, una distesa pietrosa e incolta che faceva male al solo guardarla.

Una struttura moderna dotata di tutti i conforti. Uno stadio molto bello completo di una tribuna coperta capace di mille posti a sedere e una gradinata con altri 1500 posti a sedere. Sotto la tribuna coperta realizzata in mattono cemento e tubolari furono ricavati gli spogliatoi, completi d’infermeria, bagni per i tifosi e un angolo per un eventuale custode. Un piccolo “gioiello” visto i tempi e il luogo di realizzazione, dove per più di un decennio la squadra di calcio di San Luca, militante Prima nel campionato di prima categoria e successivamente in pianta stabile in promozione, stabilì una serie incredibile di record che ancora durano. Mai una sconfitta o un pareggio tra le mura amiche.

Poi vennero i tempi duri e con la “resa” dell’ultimo presidente, il parroco Don Pino Strangio, che guidò la squadra da solo e per diversi anni, il calcio a San Luca si sciolse come neve al sole. Lo stadio diventò un palcoscenico senza più attori e i vandali presero giusto a violentare e distruggere la struttura. Diversi furono i piccoli furti, le porte e le finestre divelte, fino a quando non subentrò anche l’incuria delle amministrazioni succedutesi. Lo stadio da piccolo gioiello diventò un ricettacolo di rifiuti, fino a quando il Dipartimento per le pari opportunità, sollecitato dalle forze sane del paese e soprattutto dal commissario prefettizio Salvatore Gullì non decise di mettere mano al portafoglio e realizzare un nuovo e più capace gioiello. Nel segno della legalità e dello sport, valori ieri esaltati, tra un calcio e una sostituzione, i “calciatori” della nazionale dei magistrati e sopratutto i volti più noti del mondo dello spettacolo come Raoul Bova, Luca Barbarossa, Neri Marcorè, Paolo Belli, Niccolò Fabi, Clementino e tanti altri ancora.

(fonte Gazzetta del Sud)

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