Lun. Mag 10th, 2021

Il candidato sindaco del capoluogo presenta alla città il suo programma: inutile che qualche candidato faccia campagna elettorale promettendo un lavoro

Pragmatismo e ciò che è stato fatto: Sergio Abramo, sindaco uscente di Catanzaro, incardina su questi due assi la sua presentazione alla città. Nella stessa sede che meno di una settimana fa aveva ospitato la presentazione del programma elettorale del competitor Nicola Fiorita, il sindaco Abramo continua la sua campagna elettorale ricordando alla città la sua esperienza fatta di 15 anni alla guida del Comune negli ultimi 20 di storia amministrativa di Catanzaro.
Eppure il suo programma è introdotto da un corsivo che si apre con un attacco ai cinque anni di governo di Rosario Oliverio: «Catanzaro ha conosciuto, tra il 2006 e il 2011, una profonda crisi che ne ha intaccato le caratteristiche identitarie, socioculturali e politiche proprie di un capoluogo di regione», scrive il sindaco.
Così la sua attenzione è rivolta soprattutto a quello che ha realizzato in cinque anni a Palazzo De Nobili e lo ripete quasi come un mantra: «Il Politeama è l’unico teatro in Calabria che ha una stagione teatrale da ottobre fino a maggio, abbiamo riportato gli studenti nel centro storico grazie all’attivazione dei master al San Giovanni e Catanzaro lido è diventato un quartiere ricco di attrazioni per i giovani, abbiamo finalmente un porto che già ospita più di cento imbarcazioni e abbiamo realizzato un grande parco al posto di una vecchia fabbrica».
Parlando di università, Abramo apre anche una polemica con il rettore Quattrone, dopo che già nei giorni scorsi aveva pubblicamente sostenuto la candidatura al Rettorato del catanzarese Arturo Pujia: «I master al San Giovanni sarebbero dovuti partire dal primo aprile, ma forse non sono partiti per non dare troppa visibilità al sindaco».
Mentre in platea c’è tutto il centrodestra unito da Wanda Ferro a Domenico Tallini, da Claudio Parente a Pietro Aiello, dal palco del “Comunale”, Sergio Abramo non lascia spazio alle emozioni, ma concentra il suo intervento sull’esigenza di non lasciare in mano al centrosinistra la città e anzi finire il lavoro fin qui fatto: «Il mio obiettivo è continuare a lavorare come ho fatto in questi cinque anni. Io non andrò a fare la campagna elettorale facendo la passeggiata su corso Mazzini, sul lungomare, nei mercatini o andando nei quartieri. Io con la gente anche più umile ho sempre parlato, sono sempre stato vicino alle esigenze della povera gente. L’ho fatto assieme ai consiglieri, ma non voglio mettere sotto i piedi la mia dignità, mi vergogno a farlo in campagna elettorale, preferisco farlo durante l’esercizio delle mie funzioni».
E pur senza mai nominarli, lancia ancora qualche altra frecciatina ai suoi avversari politici: «Assisto a confronti in cui si dicono falsità – ha detto Abramo -. E poi devo ribadirlo: posti di lavoro non ne può dare più nessuno, inutile che qualche candidato faccia campagna elettorale promettendo un lavoro. Questa città non può più abdicare a quel tipo di politica che promette posti di lavoro. Come ad esempio nella sanità: guarda caso, capita che i concorsi per le assunzioni si tengano proprio durante il periodo elettorale. Mi auguro che questa volta abbiano il buon gusto di non farli ora. Se poi i cittadini di Catanzaro hanno bisogno di uno slogan come “vogliamo la novità” senza sapere dove andare, credo che stiamo rischiando parecchio».
Solo in chiusura, Abramo, si lascia andare ad una metafora: «Il mio auspicio per giorno 11 e 12 di giugno (si vota solo l’undici, ndr), è che insieme ci prenderemo per mano per far volare la città di Catanzaro»

(fonte Corriere della Calabria)

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