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Bilancio, il Comune di Reggio rischia lo scioglimento?

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Diversi consiglieri non avrebbero ricevuto nei tempi stabiliti lo schema del rendiconto 2016. La nullità dell’atto non permetterebbe di rispettare i termini imposti dal prefetto

Il consiglio comunale di Reggio rischia un nuovo scioglimento? Stavolta la mafia non c’entra: i guai sono di natura economica. Anzi, meglio: riguardano le procedure con cui la maggioranza del sindaco Giuseppe Falcomatà si avvia ad approvare il bilancio consuntivo 2016. Lo scorso 5 maggio il prefetto Michele di Bari aveva inserito Reggio nella lista dei 61 Comuni diffidati per non aver approvato il rendiconto di gestione entro i termini stabiliti, cioè il 30 aprile. Tempo concesso: 20 giorni. La Prefettura aveva quindi anche nominato due commissari ad acta con l’incarico di procedere all’approvazione dello schema di rendiconto della gestione. «In caso di eventuale e ulteriore inadempienza da parte degli organi comunali – questo l’ammonimento dell’organo territoriale di governo –, si riterrà perfezionata la fattispecie che prevede l’avvio della procedura di scioglimento degli enti». Grosso guaio, insomma. A cui Falcomatà e i suoi hanno cercato di porre rimedio convocando il consiglio per oggi, per poi aggiornarlo a domani per via della mancanza del numero legale. E siamo al 24 maggio. A conti fatti il countdown concesso dalla Prefettura scadrà il 25. Ma non sta qui il problema vero. Con ogni probabilità, domani il centrosinistra avrà i numeri per approvare il bilancio e tirare un sospiro di sollievo. Sarà così scongiurato il rischio commissariamento? Solo nel caso in cui l’ok al testo non venga dichiarato nullo. Proprio qui sta il nervo scoperto di Falcomatà. Diversi consiglieri comunali giurano di non aver ricevuto in tempo utile la delibera di giunta sul bilancio e i relativi allegati. Non è un particolare da poco: sia il Testo unico sugli enti locali, sia il Regolamento di contabilità del Comune di Reggio prevede che la giunta presenti la “manovra” ai consiglieri comunali entro un termine «congruo», fissato in 20 giorni prima della sua approvazione definitiva. A quanto pare, invece, i membri dell’assemblea di Palazzo San Giorgio non avrebbero ricevuto alcuna notifica, se non negli ultimi due giorni. Cioè fuori tempo massimo. Un blackout nelle procedure che, se accertato, potrebbe anche determinare l’annullamento del voto sul bilancio. A quel punto Falcomatà potrebbe non avrebbe più alcun margine di tempo per rimediare.

LE REAZIONI «Sabato mattina sono riuscito ad avere per via informale solo gli allegati al bilancio. Ancora adesso non esiste una delibera di proposta sul bilancio 2016 da parte della giunta», spiega il consigliere del Nuovo centrodestra Pasquale Imbalzano. Per domani, intanto, è prevista una conferenza stampa in cui tutte le forze di centrodestra chiariranno la loro posizione in merito alle presunte violazioni della giunta Falcomatà. Probabile che, alla fine, la minoranza scelga di non partecipare ai lavori. «In aula denunceremo chiaramente l’errore, il bilancio è nullo in via oggettiva. Sarà la Prefettura a controllare le scadenze di un atto che rischia di essere dichiarato nullo, con l’effetto automatico dello scioglimento del Consiglio», aggiunge Imbalzano. Che non appare comunque stupito da questo modus operandi: «Da tempo si approvano delibere in giunta che poi vengono tenute in un cassetto: è una pratica pessima dal punto di vita della trasparenza. E tutto questo ha un significato politico: delle regole fanno quello che vogliono».
«Questa maggioranza – calca la mano anche Massimo Ripepi, consigliere di Fratelli d’Italia – si è caratterizzata per i ritardi nelle procedure. Per loro è una prassi, sono incapaci di portare a termine le cose. Che i consiglieri non possano esercitare le loro funzioni è un fatto gravissimo».
Sulla questione è intervenuta anche la deputata del M5S Federica Dieni: «Il Comune di Reggio Calabria rischia un nuovo scioglimento a causa dell’incompetenza di un sindaco e di una maggioranza di centrosinistra incapaci di rispettare le più semplici prescrizioni di legge. Siamo, insomma, al cospetto di un dilettantismo politico disarmante, ancor più grave se si considera che a farne le spese sono come sempre i cittadini che, dopo l’onta dello scioglimento per mafia del consiglio comunale, ora potrebbero essere costretti ad assistere a un nuovo tsunami amministrativo».

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